Attraverso il Parco Naturale delle Alpi Apuane, guida pratica del GT4!

Geologia

Non sono frequenti in Italia e in Europa i luoghi che possono vantare, come le Alpi Apuane, un patrimonio naturale così straordinariamente ricco di paesaggi, di ambienti e di emergenze naturalistiche. Non sono soltanto la flora e la fauna, comunque abbondanti di specie endemiche, ma pure le rocce, i minerali, i fossili, le strutture tettoniche, le forme superficiali e profonde della Terra, a fornire elementi inconsueti, vari e diffusi di valore ambientale.

Le Alpi Apuane sono soprattutto un complesso orografico di grande suggestione scenica, la morfologia assai aspra, con valli profondamente incise ed un’enorme energia del rilievo. Queste montagne devono buona parte della loro notorietà alla bellezza dei propri marmi e ai profondi abissi e alle grandi cavità del sottosuolo carsico.

Le Alpi Apuane rappresentano la più importante “finestra tettonica” della catena appenninica; per effetto dell’erosione, affiorano rocce a basso metamorfismo che nel loro insieme costituiscono il Complesso Metamorfico Apuano.

I Marmi

Il bacino marmifero apuano, unico al mondo per dimensioni e caratteristiche merceologiche, è una formazione ad andamento continuo con un’estensione di circa 10 per 20 Km ed uno spessore che in alcuni punti supera i 400 m. La sua presenza deriva dalla sedimentazione di cospicui depositi calcarei, in alcune zone particolarmente puri, sottoposti per milioni di anni alle forti pressioni e temperature determinate dalle sovrapposizioni di unità tettoniche. All’interno del bacino marmifero sono reperibili diverse varietà di pietre da taglio, come lo statuario, il bardiglio, l’ordinario, il venato, l’arabescato, il cipollino, il fior di pesco ed altri meno noti ma non meno belli ed apprezzati.

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Il Carsismo

Le Alpi Apuane rappresentano una delle aree carsiche più importanti d’Italia; vi si contano quasi 1000 grotte. Tra le 50 grotte più profonde della penisola, 17 sono apuane, così come tra le 50 più estese in lunghezza, 8 sono apuane. Il carsismo rappresenta uno dei processi geologici più conosciuti per la capacità di dare vita a forme e paesaggi spettacolari. La maggior parte dei fenomeni carsici è dovuta all’azione delle acque d’origine meteorica sulle rocce, principalmente di tipo carbonatico (calcari e dolomie).

La Flora

Sui primi rilievi, esposti a mare, la copertura vegetale è di tipo mediterraneo: fino a 300 m circa di altitudine è presente la macchia mediterranea a sclerofille sempreverdi, composta oltre che dal leccio, dal mirto, dal terebinto e dalla fillirea; questa copertura vegetale in vaste zone è stata sostituita con oliveti; fino a 600 m circa di altitudine, si trova la pineta di pino marittimo.

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Procedendo verso l’interno, con l’aumento dell’altitudine, si incontrano i querceto-carpineti ed i cerreto-carpineti, largamente sostituiti dall’uomo con vasti castagneti; i querceto-carpineti sono diffusi in tutti i terreni calcarei soleggiati del versante tirrenico delle Apuane da una quota di 400 metri fino a 1400 metri circa. L’albero che domina è il carpino nero, accompagnato dalla roverella e dall’orniello.

Nelle zone del querceto-carpineto, sui roccioni e fra i detriti, sono frequenti alcune delle specie endemiche delle Apuane: la globularia, la santolina, l’asteroide salicina flessuosa, la molchia, il cerastio apuano, il salice apuano ed altre.

I cerreto-carpineti sono diffusi per lo più nei terreni freschi, specialmente del versante lunigianese e garfagnino. E’ sempre presente il cerro insieme al carpino nero, al carpino bianco, ed al nocciolo.

Gran parte dei boschi caducifogli in passato è stata trasformata in castagneti cedui o da frutto: l’uomo ha piantato o favorito il castagno in tutti i terreni leggermente acidi adatti alla pianta per ricavare castagne e legname; è infatti largamente conosciuta l’importanza che il castagno ha rivestito, soprattutto in passato, nella vita e nell’economia delle popolazioni apuane.

A maggiori altitudini si trovano le faggete, dominate dal faggio, con maggiore estensione nel versante settentrionale delle Apuane, da quota 800-900 m fino a 1600-1700 m.

La vegetazione che caratterizza la zone di altitudine presenta aspetti differenti sulle vette di natura calcarea rispetto a quelle di natura silicea; sulle parti più elevate delle vette costituite da rocce silicee vivono le brughiere di altitudine.
Si trovano per lo più nelle Apuane centro-settentrionali e sono costituite principalmente da due diverse specie di mirtillo.

Le aride vette calcaree, apparentemente prive di vegetazione, ospitano in realtà numerose specie erbacee che vivono sulle pareti rocciose; si tratta per lo più erbe non graminoidi, cespugli ed arbusti, che determinano un tipo di vegetazione discontinua, chiamata vegetazione casmofila; questa rada copertura vegetale caratterizza largamente il paesaggio vegetale apuano d’altitudine e si sviluppa sulle vette costituite da marmo.
In queste situazioni ambientali compaiono numerose specie endemiche, quali l’atamanta e la silene lanuginosa.

La Fauna

Grazie alla tutela offerta dall’area protetta, nel corso degli ultimi anni la fauna selvatica delle Apuane è sensibilmente aumentata nel numero e nella quantità delle specie presenti. Un segno tangibile di questa nuova fase è dato dal ritorno dell’aquila reale che ora vi nidifica stabilmente. Tra i rapaci diurni sono inoltre presenti il falco pellegrino, il gheppio e la poiana mentre tra i notturni, il gufo, il barbagianni, la civetta e l’allocco sono le specie più diffuse.

GracchioCorallino

Tra i predatori opportunisti è presente il maestoso corvo imperiale e tra gli abitanti delle quote più elevate spiccano sia il gracchio alpino che il ben più raro gracchio corallino, dal caratteristico becco rosso, divenuto simbolo del Parco. Altre specie interessanti sono il sordone, il codirosso spazzacamino, la pernice rossa e altre ancora, come il torcicollo, il cuculo, il picchio muraiolo o la rondine montana, sono legate alle migrazioni stagionali. Assai numerosi sono i fringillidi e le cincie mentre il picchio verde e quello rosso maggiore risultano ben distribuiti nei boschi più maturi.

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I mammiferi sono oggi rappresentati da alcune specie di pipistrelli, da roditori come il ghiro, lo scoiattolo e il moscardino, dalla lepre, dal capriolo e dal cinghiale, mentre tra i predatori, oltre alla volpe, si contano il lupo, la faina, la donnola, la puzzola, la martora e il più accomodante tasso che si accontenta anche di vegetali. Il robusto e agile muflone è invece una specie introdotta che tuttavia si è adattata a meraviglia all’mbiente apuano, tanto da essere osservato piuttosto comunemente. Tra le rarità va segnalata l’arvicola delle nevi, un piccolo roditore giunto in questi luoghi durante gli ultimi eventi glaciali.

Nei torrenti non mancano le trote e tra gli anfibi, oltre alla salamandra pezzata, sono particolarmente degni di nota sia il tritone alpestre apuano che la salamandrina dagli occhiali; altre rarità sono rappresentate dal geotritone e da un insetto, la Nebria apuana, che risulta distribuito in una ristretta area geografica.

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