Attenzione! Ritiro pettorali e pacco gara a partire da Sabato 26 Maggio…

Al fine di accelerare le operazioni di partenza e di garantire un migliore servizio, consigliamo a tutti i partecipanti di presentarsi per il ritiro del pacco gara e pettorale, il giorno SABATO 26 MAGGIO presso Largo Giuseppe Taliercio Marina di Carrara (Radionostalgia Village, partenza del GT5).

Il Ritiro potrà essere effettuato dalle ore 10,00 alle ore 19,00.
E’ obbligatorio esibire la ricevuta di iscrizione.

Vi daranno il benvenuto lo staff del GT5 in compagnia di Lino la Mascotte, Gore-Tex con piccoli omaggi, Scarpa Spa e Bottega del Cavatore con calzature da trekking e da trail per chi volesse testarle durante il percorso dal mare alla vetta.

Per chi invece è impossibilitato nella giornata di Sabato, i pettorali e i pacchi gara saranno consegnati la mattina di Domenica 27 prima della partenza dalle ore 6,00 alle ore 7,20.

Si raccomanda massima puntualità!
Non perdetevi lo spettacolo di apertura previsto per le ore 7,40. Start GT5 ore 8,00.

Indicazioni per raggiungere (LARGO GIUSEPPE TALIERCIO 54033 Carrara MS) dall’uscita Autostrada A12 Casello di Carrara:

  • Svolta a destra e prendi Viale Galileo Galilei
  • Prosegui dritto su Largo Giuseppe Taliercio (2 semafori)
  • 1,8 Km (4 minuti)

GT5. EMOZIONE UNICA.

Attenzione! Ritiro pettorali e pacco gara a partire da Sabato 26 Maggio…

Al fine di accelerare le operazioni di partenza e di garantire un migliore servizio, consigliamo a tutti i partecipanti di presentarsi per il ritiro del pacco gara e pettorale, il giorno SABATO 26 MAGGIO presso Largo Giuseppe Taliercio Marina di Carrara (Radionostalgia Village, partenza del GT5).

Il Ritiro potrà essere effettuato dalle ore 10,00 alle ore 19,00.
E’ obbligatorio esibire la ricevuta di iscrizione.

Vi daranno il benvenuto lo staff del GT5 in compagnia di Lino la Mascotte, Gore-Tex con piccoli omaggi, Scarpa Spa e Bottega del Cavatore con calzature da trekking e da trail per chi volesse testarle durante il percorso dal mare alla vetta.

Per chi invece è impossibilitato nella giornata di Sabato, i pettorali e i pacchi gara saranno consegnati la mattina di Domenica 27 prima della partenza dalle ore 6,00 alle ore 7,20.

Si raccomanda massima puntualità!
Non perdetevi lo spettacolo di apertura previsto per le ore 7,40. Start GT5 ore 8,00.

Indicazioni per raggiungere (LARGO GIUSEPPE TALIERCIO 54033 Carrara MS) dall’uscita Autostrada A12 Casello di Carrara:

  • Svolta a destra e prendi Viale Galileo Galilei
  • Prosegui dritto su Largo Giuseppe Taliercio (2 semafori)
  • 1,8 Km (4 minuti)

GT5. EMOZIONE UNICA.

Pranzo al Rifugio CAI “Carrara” menù GT5

GT5 dal mare alla vetta 27 Maggio 2018

Chi avesse voglia di fermarsi al Rifugio e godersi un panorama strepitoso, per gli amici e parenti che accompagneranno i partecipanti, possibilità di pranzo al Rifugio CAI Carrara- Campocecina raggiungibile a piedi in 5 minuti dal parcheggio tramite comodo stradello, con il seguente menù:

  • Primo
  • Secondo
  • Acqua
  • 1/4 di vino

Euro 15,00

Prenotazioni direttamente al Rifugio ai seguenti numeri: 0585 841972 – 338 5780668


GT5. EMOZIONE UNICA.

Occhio ai segni. Vietato perdersi!

L’intero percorso GT5 è segnalato da:

  1. Segnavia CAI bianco rossi (sentieri CAI)
  2. Segnali in vernice biodegradabile di COLORE GIALLO
  3. Nastri di colore turchese scarpa®

In prossimità di deviazioni particolarmente importanti e punti controllo, presenza di personale qualificato di supporto.

32 km attraversando la natura, i borghi e la storia del comprensorio carrarese, guida pratica del GT5!

9d87ae_4e79ee0a80f149b4805c1548bd253448mv2

Nella terra dei liguri apuani, antica popolazione autoctona che si batté duramente per ben tredici anni contro i romani, si snodano i trentadue chilometri del percorso della quinta edizione del Grande Trekking. Nel progetto di questa grande manifestazione, che sta assumendo un carattere internazionale per il coinvolgimento di numerosi atleti provenienti anche da fuori confine, oltre alla dimensione prevalentemente sportiva, evidenziata dal famoso slogan “sfida te stesso”, c’è anche quello di promozione del territorio, sia sotto il profilo naturalistico che culturale, atteso che l’itinerario proposto attraversa numerosi siti di interesse culturale-paesaggistico.

Un territorio che offre la possibilità di bagnarsi i piedi nelle acque del mar Tirreno, e di trovarsi, dopo solo poche ore di cammino, a calpestare le rocce sulla vetta del monte Sagro a 1753 m. di quota, dà subito l’idea delle sue enormi potenzialità. Il Grande Trekking costituisce quindi un evento che difficilmente trova riscontro in altre area del territorio italiano, e non solo. Se poi a questo si aggiungono anche le bellezze paesaggistiche e culturali, allora siamo di fronte a qualcosa di eccezionalmente insolito, che non ha paragoni di confronto.

La partenza del Grande Trekking avviene a Marina di Carrara dai giardini della località Paradiso, così chiamata anticamente per la presenza delle dune di sabbia e di una estesa pineta in parte ancora visibile. Una volta partiti, ci si dirige lungo la strada che costeggia il cosiddetto “Muraglione” il grande muro anticarro fatto costruire dalla Wehrmacht durante la seconda guerra mondiale, ancora perfettamente conservato per quasi tutta la sua lunghezza. Il muro anticarro, che costeggia il greto del Torrente Parmignola e segna il confine con la Liguria, fu uno degli innumerevoli dispositivi difensivi costituiti da ricoveri protetti, bunker, campi minati, trappole esplosive e torrette di carri interrate facenti parte della Linea Verde 2 ovvero la linea di demarcazione della profondità di estensione territoriale della Linea Gotica rispetto alla Linea Verde 1 (costituita 20 km più a sud ovvero sulla sponda del Fiume Versilia) che arrivava, snodandosi, fino alla foce del Fiume Magra.

zbseq53vUna volta raggiunta la sede della Statale 1 Aurelia, ci troviamo in località Cavaiola, il cui nome deriva dalla villa posta ai piedi della collina di Monteverde.

Si inizia a salire verso le montagne passando dalla località Fossone Alto, costituita da piccoli gruppi di case raccolti lungo i pendii del colle con vista sulla marina. Il mare non ci abbandona mai, le finestre con vista si aprono ogni qualvolta giriamo l’angolo. L’azzurro del mare contrasta con il verde dei terreni coltivati della pianura, il Tino e la Palmaria galleggiano all’orizzonte. Una stretta lingua di sabbia grigia è lì, ad uso e consumo dei turisti.

5763154Risalendo la collina attraverso il percorso che ci porta al borgo di Fontia, lungo il cammino incontriamo una mulattiera che si presenta davanti a noi. Il sentiero in alcuni punti sale rapidamente, sulla nostra destra possiamo osservare le Alpi Apuane che svettano maestose formando una cornice veramente unica. I ruderi che incontriamo sono i cosiddetti Palazzetti: sono i resti di un casino di caccia costruito a fine settecento dalla famiglia Del Medico che raggiungevano dalla loro villa di campagna posta più in basso. Proseguendo nel cammino per Fontia, sopra una collina circondata da vitigni che producono il famoso vino di Moneta, si ergono i ruderi di quello che un tempo fu un fiero castello. Noto come borgo fortificato, il Castello di Moneta risale dalle prime registrazioni nel 1035 ma pare abbia origini più remote. Almeno tre cortine murarie difendevano la Rocca e il nucleo abitato, mentre nel punto più alto della collina si trova il cassero, ancor oggi ben conservato nella sua struttura perimetrale. Per la sua posizione panoramica e di guardiano sulla sottostante valle, lo potremo definire custode degli antichi segreti delle Apuane settentrionali. Le origini del castello di Moneta risalgono all’alto medioevo, e il suo nome potrebbe derivare da “Arx Munita”.

Sfumata la vista mare, il panorama si apre in tutta la sua imponenza, siamo di fronte a cose mai viste, ammirazione e sgomento sono le prime sensazioni che si provano a guardare i monumentali bacini estrattivi situati sopra la città di Carrara. Ora non è più l’azzurro del mare a dominare la scena, ma il bianco marmoreo dei ravaneti, un tempo faro per i marinai, e l’escavazione praticata sui fianchi della montagna. È su queste montagne che Michelangelo nel 1518 venne per estrarre i marmi per i suoi capolavori. Guardando ancora più lontano si stagliano verso il cielo le possenti vette delle Apuane, quasi a volerlo graffiare: il monte Sagro, la nostra meta, le vette del Maggiore, del Grondilice e della Tambura, ricordata da Dante nella Divina Commedia con il nome Tambernicchi, e a chiudere la nostra visuale il monte Sella e la Brugiana, modesta montagna di circa 1000 metri.

Proseguendo il cammino iniziano ad apparire le prime case di Fontia (330 mt. slm), e finalmente tutto il borgo appoggiato sui fianchi della collina dominato dalla mole del campanile della piccola chiesa del XIII secolo di San Nicolò, con il suo storico altare policromo in marmi bianco e colorati e due artistiche statue, una di Santa Lucia protettrice del paese e l’altra di S. Nicolò a cui è dedicata la chiesa. Contiene altari e accessori del ‘700. Tra le peculiarità di Fontia citiamo le numerose maestà marmoree affisse alle facciate delle abitazioni.
Il colle di Santa Lucia, che domina il borgo, è l’ultima terrazza affacciata sul mare prima di scomparire alla vista. Da qui si possono infatti ammirare le Alpi Apuane, tutta la valle del Carrione sino a Marina di Carrara e dalla Marina di Pisa sino a tutto il golfo di La Spezia con Sarzana, Portovenere, l’isola Palmaria, Tino e Tinetto, e l’entroterra alle spalle di Sarzana con tutti i paesi sulle cime delle colline.  Nelle giornate terse si può vedere l’isola Gorgona e la punta nord della Corsica.

ortonovo19Sempre con vista sulle Apuane si arriva alla Foce di Ortonovo. Risalendo un piacevole stradello, un tempo utilizzato dagli abitanti come principale via di comunicazione, si arriva a Castelpoggio, antico borgo millenario situato in posizione panoramica domina la piana di Luni ed è circondato da boschi pascoli e terrazzamenti, tra castagni, corbezzoli, eriche e ginestre. Si trova sulla strada Carrara-Fosdinovo che costituisce il confine tra Toscana e la Liguria.  La parte alta del paese è quella più antica e costituiva un borgo murato di cui poco è rimasto dove si trova la chiesa parrocchiale della Natività di Santa Maria. Quest’antichissimo borgo, di cui esiste traccia storica sin dal X secolo, si sviluppava su un costone roccioso ed era difeso da un castello, oggi rimangono i resti di una torre cilindrica, di una cisterna e fondamenta con qualche muro tra alberi e sterpi. Castelpoggio, Castrumpodium in latino, era zona di confine tra Carrara e Sarzana e poi tra lo stato Modenese e quello Sardo mediante il torrente Parmignola che nasce nella zona. Da qui si snoda il sentiero per la Gabellaccia e per Campocecina. Il paese di Castelpoggio lega il proprio nome anche al marmo rosso che si estraeva nelle vicinanze del borgo e dove, ancora oggi, si possono notare nei pressi di una cava abbandonata alcuni blocchi riquadrati. Un tempo, a controllo di tutta questa vasta valle fu edificato, intorno all’anno 1000, un importante castello con annesso un borgo murato, che prese il nome di Volpiglione. La fortificazione aveva principalmente scopi difensivi e di controllo di importanti mulattiere, che partendo dalla città di Luni risalivano la Valle del Parmignola, mettendo in comunicazione le vallate del Carrione.

GabellacciaA regnare quasi incontrastato l’ambiente montano è l’albero del castagno, il cui frutto in tempi di carestia, causati da guerre e pestilenze, ha aiutato nella già povera alimentazione numerose famiglie. Salendo di quota troviamo il cerro e l’albero di faggio. Siamo ormai in prossimità delle grotte della Gabellaccia, antico sito preistorico in cui dimorò l’uomo nel periodo eneolitico e nella successiva età del bronzo. I materiali ritrovati confermerebbero questa teoria. Poco sopra siamo in vista del Passo della Gabellaccia, o Dogana della Tecchia. Questo passo ebbe importante rilevanza almeno fino al 1847, come confine di stato tra il Granducato di Toscana e i territori estensi. A testimonianza del pagamento della gabella, ossia la tassa che veniva pagata da coloro che attraversavano i due stati, restano i ruderi del vecchio edificio in sasso. Il tracciato fu adibito principalmente al trasporto del sale da Livorno a Fivizzano e ancora oggi dagli anziani è chiamata via del sale, anche se vi erano trasportate altre merci. La mulattiera era molto transitata durante la pestilenza di Genova del 1656 e, per evitare la Liguria, dal Nord Italia e viceversa si percorreva la via del Sale.

09cddPercorrendo il sentiero che dalla Gabellaccia conduce verso Monzone possiamo riconoscere tra la vegetazione l’imbocco di una galleria, è ciò che rimane di uno degli ingressi delle miniere chiamate di “Scortico” – Canale d’Arpa – dove veniva estratto il manganese, un minerale molto simile al ferro utilizzato nella produzione dell’acciaio. L’imbocco della miniera è purtroppo ostruito da una frana, ma fino a pochi anni fa si poteva entrare per alcune decine di metri nella montagna, camminando sotto le caratteristiche impalcature in legno che sostenevano la volta della galleria. Le miniere furono abbandonate nel dopoguerra. Fino agli anni cinquanta erano ancora visibili i carrelli su rotaia utilizzati per il trasporto del minerale.

Arrivati alla località Foce Pozzi, si rimane sicuramente colpiti dalle profonde spaccature simili ad enormi inghiottitoi, appunto chiamati pozzi, che penetrano nelle profondità della terra, formando un ambiente ipogeo ricco di cavità e gallerie, in cui il lento lavoro dell’acqua ha creato un ambiente ideale per lo speleologo. Le Alpi Apuane rappresentano una delle aree carsiche più importanti d’Italia; vi si contano quasi 1000 grotte. Tra le 50 grotte più profonde della penisola, 17 sono apuane, così come tra le 50 più estese in lunghezza, 8 sono apuane. Il carsismo rappresenta uno dei processi geologici più conosciuti per la capacità di dare vita a forme e paesaggi spettacolari. La maggior parte dei fenomeni carsici è dovuta all’azione delle acque d’origine meteorica sulle rocce, principalmente di tipo carbonatico (calcari e dolomie). P4025887

L’Antro degli Orridi è una grotta che si sviluppa nel calcare cavernoso ad una quota di 1100 metri sul livello del mare. Incamminandosi lungo il sentiero dal CAI 183 dopo una ventina di minuti si arriva in prossimità dell’ingresso della grotta in un sistema di doline. Una di queste è l’ingresso veramente spettacolare della grotta. Spettacolare perché si tratta di erosione inversa, che scende per una ventina di metri in mezzo al calcare cavernoso e sulle cui pareti scintilla un muschio verdissimo. Proprio di fianco abbiamo una dolina “gemella” che sprofonda di parecchi metri ma ancora chiusa al fondo. Se uniamo queste doline con una linea, intercettiamo un’altra grotta, il Buco Giallo che si apre nella valle parallela a questa a qualche centinaio di metri di distanza.

Siamo oramai in vista di Campocecina e dei suoi vasti prati semi pianeggiati, meta di numerosi turisti. A dare conforto all’escursionista troviamo il rifugio C.A.I. Carrara, appoggiato sopra una terrazza con vista sulla marina, immerso in un ambiente dominato dal faggio di alto fusto.  A dominare la scena è l’imponente mole del monte Sagro, la montagna sacra venerata dall’antico popolo delle statue stele. Castelpoggio20Lo scenario cambia nuovamente aspetto, il mare non ci abbandonerà più fino a quando non sarà raggiunta la vetta. Le isole in lontananza sembrano fluttuare cullate dalle onde, mentre la plumbea superficie del mare incontra l’azzurro del cielo. Qui prende forma uno spettacolo irripetibile. Il mare, avvolgendo il cielo nel suo abbraccio, crea un orizzonte che al tramonto si trasforma in una lunga scia colorata, che assume tutte le tinte di rosa, vermiglio e cremisi incendiando le nuvole alte che ancora nascondono il sole. I profili delle montagne, che prima ci apparivano lontani, dalla vetta del monte Sagro sono lì, imponenti e severe a dominare la scena con i loro pinnacoli aguzzi di cattedrale. In basso, incastonati sotto i precipizi del Pizzo d’Uccello e del Grondilice, si affacciano i tetti del paese di Vinca. Qui lo scorrere del tempo è ancora scandito dalla lenta opera della natura, e l’uomo è solo spettatore.

31648317_850879955103096_3751689229097238528_oSiamo finalmente in dirittura d’arrivo: raggiunta Base Pianza (Foce Pianza) dopo l’ascesa alla vetta del Monte Sagro termina il percorso della quinta edizione del Grande Trekking. Sotto la Foce di Pianza si apre uno dei più grandi bacini minerari di escavazione del marmo, e sotto questi, la città di Carrara con i suoi edifici storici: il Palazzo dell’Accademia di Belle Arti, il Teatro Animosi, il Duomo, Piazza Alberica, Piazza d’Armi.

Geologia

Non sono frequenti in Italia e in Europa i luoghi che possono vantare, come le Alpi Apuane, un patrimonio naturale così straordinariamente ricco di paesaggi, di ambienti e di emergenze naturalistiche. Non sono soltanto la flora e la fauna, comunque abbondanti di specie endemiche, ma pure le rocce, i minerali, i fossili, le strutture tettoniche, le forme superficiali e profonde della Terra, a fornire elementi inconsueti, vari e diffusi di valore ambientale.

Le Alpi Apuane sono soprattutto un complesso orografico di grande suggestione scenica, la morfologia assai aspra, con valli profondamente incise ed un’enorme energia del rilievo. Queste montagne devono buona parte della loro notorietà alla bellezza dei propri marmi e ai profondi abissi e alle grandi cavità del sottosuolo carsico.

Le Alpi Apuane rappresentano la più importante “finestra tettonica” della catena appenninica; per effetto dell’erosione, affiorano rocce a basso metamorfismo che nel loro insieme costituiscono il Complesso Metamorfico Apuano.

I Marmi

Il bacino marmifero apuano, unico al mondo per dimensioni e caratteristiche merceologiche, è una formazione ad andamento continuo con un’estensione di circa 10 per 20 Km ed uno spessore che in alcuni punti supera i 400 m. La sua presenza deriva dalla sedimentazione di cospicui depositi calcarei, in alcune zone particolarmente puri, sottoposti per milioni di anni alle forti pressioni e temperature determinate dalle sovrapposizioni di unità tettoniche. All’interno del bacino marmifero sono reperibili diverse varietà di pietre da taglio, come lo statuario, il bardiglio, l’ordinario, il venato, l’arabescato, il cipollino, il fior di pesco ed altri meno noti ma non meno belli ed apprezzati.

EPSON DSC picture

Il Carsismo

Le Alpi Apuane rappresentano una delle aree carsiche più importanti d’Italia; vi si contano quasi 1000 grotte. Tra le 50 grotte più profonde della penisola, 17 sono apuane, così come tra le 50 più estese in lunghezza, 8 sono apuane. Il carsismo rappresenta uno dei processi geologici più conosciuti per la capacità di dare vita a forme e paesaggi spettacolari. La maggior parte dei fenomeni carsici è dovuta all’azione delle acque d’origine meteorica sulle rocce, principalmente di tipo carbonatico (calcari e dolomie).

La Flora

Sui primi rilievi, esposti a mare, la copertura vegetale è di tipo mediterraneo: fino a 300 m circa di altitudine è presente la macchia mediterranea a sclerofille sempreverdi, composta oltre che dal leccio, dal mirto, dal terebinto e dalla fillirea; questa copertura vegetale in vaste zone è stata sostituita con oliveti; fino a 600 m circa di altitudine, si trova la pineta di pino marittimo.

flora-800

Procedendo verso l’interno, con l’aumento dell’altitudine, si incontrano i querceto-carpineti ed i cerreto-carpineti, largamente sostituiti dall’uomo con vasti castagneti; i querceto-carpineti sono diffusi in tutti i terreni calcarei soleggiati del versante tirrenico delle Apuane da una quota di 400 metri fino a 1400 metri circa. L’albero che domina è il carpino nero, accompagnato dalla roverella e dall’orniello.

Nelle zone del querceto-carpineto, sui roccioni e fra i detriti, sono frequenti alcune delle specie endemiche delle Apuane: la globularia, la santolina, l’asteroide salicina flessuosa, la molchia, il cerastio apuano, il salice apuano ed altre.

I cerreto-carpineti sono diffusi per lo più nei terreni freschi, specialmente del versante lunigianese e garfagnino. E’ sempre presente il cerro insieme al carpino nero, al carpino bianco, ed al nocciolo.

Gran parte dei boschi caducifogli in passato è stata trasformata in castagneti cedui o da frutto: l’uomo ha piantato o favorito il castagno in tutti i terreni leggermente acidi adatti alla pianta per ricavare castagne e legname; è infatti largamente conosciuta l’importanza che il castagno ha rivestito, soprattutto in passato, nella vita e nell’economia delle popolazioni apuane.

A maggiori altitudini si trovano le faggete, dominate dal faggio, con maggiore estensione nel versante settentrionale delle Apuane, da quota 800-900 m fino a 1600-1700 m.

La vegetazione che caratterizza la zone di altitudine presenta aspetti differenti sulle vette di natura calcarea rispetto a quelle di natura silicea; sulle parti più elevate delle vette costituite da rocce silicee vivono le brughiere di altitudine.
Si trovano per lo più nelle Apuane centro-settentrionali e sono costituite principalmente da due diverse specie di mirtillo.

Le aride vette calcaree, apparentemente prive di vegetazione, ospitano in realtà numerose specie erbacee che vivono sulle pareti rocciose; si tratta per lo più erbe non graminoidi, cespugli ed arbusti, che determinano un tipo di vegetazione discontinua, chiamata vegetazione casmofila; questa rada copertura vegetale caratterizza largamente il paesaggio vegetale apuano d’altitudine e si sviluppa sulle vette costituite da marmo.
In queste situazioni ambientali compaiono numerose specie endemiche, quali l’atamanta e la silene lanuginosa.

La Fauna

Grazie alla tutela offerta dall’area protetta, nel corso degli ultimi anni la fauna selvatica delle Apuane è sensibilmente aumentata nel numero e nella quantità delle specie presenti. Un segno tangibile di questa nuova fase è dato dal ritorno dell’aquila reale che ora vi nidifica stabilmente. Tra i rapaci diurni sono inoltre presenti il falco pellegrino, il gheppio e la poiana mentre tra i notturni, il gufo, il barbagianni, la civetta e l’allocco sono le specie più diffuse.

GracchioCorallino

Tra i predatori opportunisti è presente il maestoso corvo imperiale e tra gli abitanti delle quote più elevate spiccano sia il gracchio alpino che il ben più raro gracchio corallino, dal caratteristico becco rosso, divenuto simbolo del Parco. Altre specie interessanti sono il sordone, il codirosso spazzacamino, la pernice rossa e altre ancora, come il torcicollo, il cuculo, il picchio muraiolo o la rondine montana, sono legate alle migrazioni stagionali. Assai numerosi sono i fringillidi e le cincie mentre il picchio verde e quello rosso maggiore risultano ben distribuiti nei boschi più maturi.

135

I mammiferi sono oggi rappresentati da alcune specie di pipistrelli, da roditori come il ghiro, lo scoiattolo e il moscardino, dalla lepre, dal capriolo e dal cinghiale, mentre tra i predatori, oltre alla volpe, si contano il lupo, la faina, la donnola, la puzzola, la martora e il più accomodante tasso che si accontenta anche di vegetali. Il robusto e agile muflone è invece una specie introdotta che tuttavia si è adattata a meraviglia all’mbiente apuano, tanto da essere osservato piuttosto comunemente. Tra le rarità va segnalata l’arvicola delle nevi, un piccolo roditore giunto in questi luoghi durante gli ultimi eventi glaciali.

Nei torrenti non mancano le trote e tra gli anfibi, oltre alla salamandra pezzata, sono particolarmente degni di nota sia il tritone alpestre apuano che la salamandrina dagli occhiali; altre rarità sono rappresentate dal geotritone e da un insetto, la Nebria apuana, che risulta distribuito in una ristretta area geografica.


© 2018 del testo di Paolo Camaiora, Guglielmo Bogazzi & Andrea Maccari per GT5 il Grande Trekking

Al Centro di Medicina per lo Sport PROMO-SALUTE per gli over 40 del GT5

Per i mesi di MAGGIO/GIUGNO/LUGLIO 2018 il centro di Medicina dello Sport offre a tutti i pazienti over 40 la possibilità di svolgere una visita agonistica completa (visita specialistica,ecg sotto sforzo su cicloergometro , spirometria,esame urine completo) alla cifra di € 60,00.
Per prenotazioni 339/2217852

 


CONVENZIONE per gli alteti del GT5

  • Visita agonistica sotto i 40 anni € 50,00 (elettrocardiogramma sotto sforzo su gradino, spirometria, analisi urine, visita specialistica)
  • Certificato non agonistico € 35,00 con ecg basale

Servizi offerti

  • Medicina dello Sport (visite agonistiche, visite non agonistiche, certificati per Palestra)
  • Cardiologia (Ecg, Ecocuore, Elelttrocardiogramma sotto sforzo, Holter Ecg, Holter Pressorio)
  • Ortopedia
  • Podologia Posturale

logo_medicina_sport

Centro di Medicina dello Sport Massa Carrara
Via Massa Avenza 38/D  54033 Carrara (MS)
Tel. 3392217852 – 0585/51475
www.medicinadellosportmassacarrara.it


GT5. EMOZIONE UNICA.

ATTENZIONE! Cambio quota iscrizioni GT5.

GT Quinta Edizione – DAL MARE ALLA VETTA
Trail Running & Walk Trail 32K 2200D+
Domenica 27 Maggio 2018


Il costo per l’iscrizione alla GT TRAIL Running (gara) è:

  • € 20 fino al 28/2/2018
  • € 30 fino al 30/4/2018
  • € 35 fino al 24/5/2018
  • *SOCIO C.A.I. (Club Alpino Italiano) € 20

Il costo per l’iscrizione alla GT WALK Trail (trekking) è:

  • € 10 fino al 15/2/2018
  • € 15 fino al 15/5/2018
  • € 20 fino al 24/5/2018
  • *SOCIO C.A.I. (Club Alpino Italiano) € 10

*Quota promozionale valida per i Soci C.A.I. in regola con il tesseramento.
N.B. La tessera non è valida se non porta applicato il bollino dell’anno in corso (2018).

Per avere diritto al prezzo agevolato mostrare la tessera C.A.I:

  • Nei punti convenzionati (al momento dell’iscrizione)
  • Al ritiro del pettorale (solo per gli iscritti OnLine)

In caso di irregolarità o mancanza di tessera al seguito verrà fatto corrispondere l’intero importo senza agevolazione C.A.I. (fa fede la data di iscrizione al GT5). La tessera serve quale documento di identificazione personale per ottenere le agevolazioni alle quali il socio ha diritto.


La quota di iscrizione comprende i seguenti servizi organizzativi e di assistenza:

  • Pettorale numerato
  • Maglietta tecnica GT5
  • Spilletta ricordo
  • Omaggi nel pacco gara forniti da sponsor e/o aziende locali
  • Ristoro veloce nel borgo di Fontia (Proloco Fontia)
  • Ristoro completo post gara presso Foce Pianza (esclusivo Trail Running)
  • Ristori solido/liquido presenti lungo il percorso (esclusivo Trail Running)
  • Servizio cronometraggio (esclusivo Trail Running)
  • Diploma di partecipazione per tutti i finisher scaricabile online sul sito www.endu.net
  • Assistenza sanitaria e soccorso
  • Ritiro borse SENZA custodia presso zona partenza (esclusivo Trail Running)
  • Spogliatoio (esclusivo Trail Running)
  • Servizi logistici e di navetta (pulmini per recupero ritirati)
  • Servizio navetta per il rientro dei concorrenti (esclusivo Trail Running)

GT5. EMOZIONE UNICA.

Concorso TOP10/05 GT5

CONCORSO TOP10/05 GT5 2018

Ai primi 10 iscritti OnLine del mese di Maggio in REGALO 2 paia di calzini tecnici da Running personalizzati Evolution Sport e da Trail extra leggeri marcati MICO!

Caratteristiche

  • Struttura a bassissima densità costruita in funzione dell’anatomia della gamba e del piede
  • Massima sensibilità all’interno della scarpa per il totale controllo del movimento
  • Aderenza perfetta al piede e alla caviglia per assicurare il massimo grip
  • Alta traspirabilità, rapida espulsione dell’umidità e ventilazione costante
  • Pelle sempre asciutta e fresca come garanzia di comfort e microclima ideale
  • Ideale per chi è alla ricerca di prestazioni da professionista
logo_footer
http://www.evolutionsport.it

Omaggio gentilmente offerto da EVOLUTION SPORT partner ufficiale Grande Trekking a.s.d.


START ISCRIZIONI 01/05/18 ore 00:01
Tramite il sito internet www.grandetrekking.com sotto la voce ISCRIZIONI TRAIL RUNNING o WALK TRAIL e cliccare su «iscriviti ora su ENDU» oppure cliccare direttamente qui: https://www.endu.net/it/events/gt5/entry

I vincitori saranno contattati tramite email per la modalità di ritiro premio!


GT5. EMOZIONE UNICA.

Per gli amici del GT5 esame baropodometrico GRATUITO per lo studio del piede e la postura del corpo!

baropodometrico

Presso lo studio fisioterapico Linda Tosi Partner GT5 in collaborazione con il Tecnico Ortopedico DAMIANO SARZANINI verrà eseguito GRATUITAMENTE l’esame baropodometrico il giorno venerdì 13 Aprile 2018.
Solo su appuntamento telefonando o inviando un messaggio al numero 393 1083106.


L’esame baropodometrico è utile per studiare le pressioni che esercita il piede durante la camminata.
Si tratta di un esame piuttosto semplice e per nulla invasivo, che viene svolto in assenza di radiazioni o campi magnetici. In questo modo è possibile studiare la posizione che il piede assume quando viene appoggiato sul terreno, in totale sicurezza.

baropodometrico2

Per farlo è sufficiente camminare su una particolare pedana, dotata di sensori che rilevano la posizione del piede e analizza i diversi punti di carico. La pedana baropodometrica è uno degli strumenti più importanti per lo studio del piede e per la postura del corpo. L’esame può essere svolto sia in forma statica che in modalità dinamica. Nel primo caso, il paziente dovrà salire a piedi nudi sulla pedana e attendere fino a quando non saranno rilevati i dati necessari per completare la diagnosi. Una volta salito sulla pedana, si ottiene il baricentro corporeo, l’appoggio del plantare e le dimensioni millimetriche del piede. Durante l’esame sarà necessario spostare il peso sui talloni e sull’avampiede, per individuare eventuali sovraccarichi anomali.

Nel caso dell’esame baropodometrico dinamico il paziente dovrà passeggiare sulla pedana che, grazie alla moderna tecnologia, individuerà la pressione e i sovraccarichi esercitati dal piede durante la camminata. L’esito dell’esame è in grado di fornirci, oltre alla mappa dei carichi, anche informazioni sulla pronazione e supinazione dell’articolazione tibio-tarsica e dell’avampiede.

linda_tosi

Via Vico Fiaschi, 61 Carrara Avenza (MS)

GT5. EMOZIONE UNICA.

PROVA PERCORSO GT5 CON SCARPA spa DOMENICA 8 APRILE 2018

GT5 DAL MARE ALLA VETTA Trail Running & Walk Trail
32 km attraversando la natura, i borghi e la storia del comprensorio carrarese

 

Per permettere di conoscere nel dettaglio il nuovo tracciato, che quest’anno è stato aumentato sia in distanza che in dislivello,  Domenica 8 Aprile è in programma la prova del percorso GT5. La giornata sarà l’occasione di testare alcuni prototipi di calzature che lo sponsor tecnico Scarpa spa, metterà a disposizione degli atleti. L’appuntamento è fissato per le ore 9,00 con partenza dalla Rotonda di Marina di Carrara e vedrà la partecipazione di atleti provenienti da società sportive limitrofe.

Per gli amici del Trekking e tutti coloro che avranno voglia di fare una bellissima passeggiata in compagnia dello staff e SCARPA spa, la partenza è prevista alle ore 10,30 dal Passo della Gabellaccia.
Tracciato parziale: Passo della Gabellaccia – Miniere – Foce Pozzi – Campocecina – Retro Borla – Foce Pianza e rientro.

Partecipazione libera in autonomia. Pranzo al sacco a cura dei partecipanti.

SCREEN-GPS


Per chi ancora non lo avesse fatto ricordiamo che è ancora possibile iscriversi al GT5 on-line e nei punti iscrizione consultabili sul sito www.grandetrekking.com.


GT5. EMOZIONE UNICA.