GTX โ€“ Un successo strepitosoโ€ฆ e un arrivederci?

Lโ€™ultima edizione del GT โ€“ Dal Mare alla Vetta รจ stata semplicemente indimenticabile:

oltre 1000 partecipanti, un entusiasmo travolgente, sorrisi, fatica, amicizia e quella magica energia che solo il GT sa regalare.

Con grande emozione celebriamo la fine di un percorso lungo 10 anni, durante i quali abbiamo unito il mare alle Apuaneโ€ฆ e, soprattutto, abbiamo unito le persone.

๐Ÿ‘‰ In questo tempo, oltre 10.000 persone hanno camminato con noi, scoprendo luoghi meravigliosi, vivendo esperienze autentiche e contribuendo a far conoscere e amare il nostro territorio.

Abbiamo creato un evento che racchiude tutto ciรฒ che per noi conta:

๐Ÿƒโ€โ™€๏ธ sport,

๐Ÿ’› amicizia,

๐ŸŒ condivisione,

๐Ÿ“ธ turismo consapevole, e un senso profondo di comunitร .

๐ŸŽ—๏ธ In tutti questi anni abbiamo anche cercato, nel limite delle nostre possibilitร , di sostenere le numerose associazioni di volontariato che hanno partecipato in vari modi alla riuscita della manifestazione. A tutte loro va il nostro piรน sentito grazie.

Come annunciato, con grande rammarico, siamo costretti a chiudere questa avventura alla decima edizione.

Le difficoltร  organizzative, la mancanza di risorse economiche e sempre meno volontari ci impediscono, ad oggi, di proseguire.

๐Ÿ‘‰ Ma se qualcosa in voi รจ scattato โ€” come รจ successo a noi leggendo i tanti messaggi di affetto e dispiacere โ€” sappiate che la porta non รจ del tutto chiusa.

Se qualcuno vorrร  farsi avanti con un aiuto concreto, nuove energie o sponsorizzazioni solide, noi ci siamo.

Saremmo felici di scrivere insieme la storia dellโ€™11ยช edizioneโ€ฆ e magari anche oltre.

Perchรฉ il GT non รจ solo un evento.

รˆ uno spirito, รจ unโ€™emozione collettiva, รจ un modo di vivere la natura, lo sport e la bellezza del nostro territorio.

๐Ÿงก Siamo orgogliosi di aver fatto, nel nostro piccolo, qualcosa di bello per la nostra cittร .

E se questo รจ stato possibile, รจ grazie a voi.

๐Ÿ™ Grazie di cuore a tutti voi che avete camminato con noi, anno dopo anno.

Siete la vera anima del GT.

A prestoโ€ฆ

โ€”

Il comitato organizzativo

Grande Trekking Asd

E oraโ€ฆ in bocca al lupo a tutte e tutti!

๐ŸŽ‰ Domenica รจ il grande giorno: la 10ยช e ultima edizione del GT โ€“ Dal Mare alla Vetta! ๐Ÿƒโ€โ™‚๏ธโ›ฐ๏ธ
Siete pronti? Noi sรฌโ€ฆ e non stiamo piรน nella pelle!

๐Ÿ”ฅ Ci aspetta una giornata epica, sotto ogni punto di vista: sarร  la piรน calda dellโ€™anno, quindi ascoltateci bene…

๐Ÿ”ด Portate con voi almeno 2 LITRI Dโ€™ACQUA a testa!
Non sottovalutatelo: vi serviranno tutti.
Lungo il percorso ci saranno punti di ristoro, ma lโ€™autonomia รจ fondamentale. Prevenire colpi di calore e crampi รจ responsabilitร  di tutti.

๐Ÿ’ช Vivete il GT10 con grinta, rispetto per il proprio corpo e lo spirito giusto: sudore, fatica e gioia โ€” quella vera, che vi resterร  nel cuore.

โค๏ธ Se vi sentite affaticati, fermatevi. Non cโ€™รจ vittoria piรน bella che arrivare in salute e con il sorriso.

๐Ÿบ E oraโ€ฆ in bocca al lupo a tutte e tutti!

Un grande abbraccio dal comitato direttivo.
Ci vediamo sui sentieriโ€ฆ e poi verso nuove avventure!

GTX. ECCO COSA DEVI SAPERE…

๐Ÿ“ INFO LOGISTICHE

  1. Ritiro pettorale, maglia e spilletta:
    ๐Ÿ“… Sabato 14 Giugno dalle 10:00 alle 19:00
    ๐Ÿ“… Domenica 15 Giugno dalle 6:00 alle 7:20
    ๐Ÿ“ Piazza Paradiso, Marina di Carrara (MS)
    โžค รˆ obbligatorio esibire la ricevuta di iscrizione.
  2. Partenza GTX:
    ๐Ÿ•• Domenica 15 Giugno dalle ore 6:00
    ๐Ÿ“ Piazza Paradiso, Marina di Carrara (MS)
  3. Controllo equipaggiamento:
    ๐Ÿ•• Dalle 6:00 alle 7:20
  4. Partenza Trail:
    ๐Ÿ•— Ore 8:00
  5. Partenza Trekking:
    ๐Ÿ•— A seguire

โœ… REGOLE E CONSIGLI UTILI

  1. Ognuno รจ responsabile di se stesso.
    Gli organizzatori non vi porteranno in vetta: il cammino รจ personale.
    โžค รˆ richiesto equipaggiamento OBBLIGATORIO, come indicato sul sito ufficiale, per affrontare in sicurezza e con coscienza il percorso.
    ๐Ÿ” Per la categoria Trail Running verrร  effettuato il controllo dellโ€™equipaggiamento prima della partenza e durante il percorso.
    โš ๏ธ In caso di inadeguatezze, รจ prevista la squalifica.
  2. Portate con voi abbondante acqua.
    โžค Sono previsti alcuni rifornimenti lungo il percorso, ma non sono sufficienti a coprire il fabbisogno giornaliero.
    Ognuno รจ tenuto a partire con una scorta idrica adeguata e ad autogestirsi.
  3. Il cancello per la vetta chiude tassativamente alle ore 15:30.
    Dopo tale orario non sarร  piรน possibile salire.
    (La vetta resta lรฌโ€ฆ sarร  per unโ€™altra volta!)
  4. Il caldo sarร  intenso: proteggetevi e reintegrate.
    โžค Idratatevi bene e spesso, portate con voi snack energetici, barrette, frutta secca o gel.
    โžค Non dimenticate crema solare, cappello e occhiali da sole.
  5. Sulla vetta la temperatura puรฒ essere anche di 10ยฐC piรน bassa.
    Vestitevi a strati e preparatevi per eventuali cambi di tempo.
  6. Non perdete troppo tempo per i selfie.
    Godetevi il percorso: รจ lungo e va affrontato con rispetto.
  7. Il ristoro finale chiuderร  alle ore 18:00.
  8. Ogni partecipante dovrร  provvedere in maniera autonoma al rientro al punto di partenza.
    โžค Non รจ previsto alcun servizio navette. Organizzatevi con mezzi propri.
  9. Ascoltatevi.
    Se vi sentite troppo stanchi, fermatevi.
    Rinunciare puรฒ voler dire proteggere la vostra salute.

Buon GTX a tutti!
Affrontatelo con grinta, rispetto e spirito di avventura. ๐ŸŒ„๐Ÿฅพ

GTX Ultima edizione

โณ Mancano solo 2 settimane al GTX!
๐Ÿšจ Ultimi pettorali disponibili: iscriviti ora!

Dopo 10 edizioni indimenticabili, questa sarร  lโ€™ultima corsa del GTX โ€“ Dal Mare alla Vetta.
Il comitato direttivo ha deciso di chiudere questo straordinario capitolo per dedicarsi a nuove sfide e nuovi eventi giร  in cantiere.

๐Ÿ™ Un grazie di cuore a tutti coloro che, in questi anni, hanno contribuito in qualsiasi modo alla crescita e alla riuscita del GTX: volontari, atleti, sponsor, enti, amici e sostenitori. Senza di voi, tutto questo non sarebbe stato possibile.

๐Ÿ Non perdere lโ€™occasione di far parte della storia!
Lโ€™edizione 2025 sarร  una grande festa, con ๐ŸŽถ musica e la straordinaria presenza dei cosplayer di Star Wars per un tocco galattico allโ€™evento!

GTX 2025: lโ€™ultima, la piรน intensa. Ci sarai?
๐Ÿ‘‰ Iscriviti ora su: www.grandetrekking.com

GTX “Dal Mare alla Vetta” โ€“ Sfida la Natura, Conquista Te Stesso!

Iscrizioni aperte! Sei pronto a un’avventura epica tra onde e cime? ๐Ÿ’ช๐Ÿ”ฅ

Il 15 giugno 2025 sarร  il giorno in cui supererai te stesso! ๐Ÿ’ช Approfitta della tariffa ridotta per iscriverti al GTX dal Mare alla Vetta, preparati al meglio e affronta questa sfida unica!

Non perdere lโ€™occasione: giugno รจ piรน vicino di quanto pensi! ๐Ÿƒโ€โ™‚๏ธ๐Ÿž๏ธ#GTX2025#SfidaTeStesso#Allenamento

Un viaggio straordinario โ€“ unโ€™esperienza unica nel suo genere โ€“ ti attende lungo i suoi 35 km di emozioni e 2300 metri di dislivello positivo per la distanza intera, e 21 km con 1500 metri D+ per la mezza. Dimentica il mare e preparati a scalare le magnifiche pendici del Monte Sagro, nelle splendide Alpi Apuane, dove ti porterai a 1753 metri di altitudine. Qui, ti aspetta un panorama che ti lascerร  senza fiato, un incontro sublime tra cielo e terra. Non solo le caratteristiche cave di marmo che accompagnano lo sguardo lungo il percorso, dopo i 35 km di salita non fermarsi ad ammirare i luoghi e i colori di queste zone รจ praticamente impossibile, colori e luoghi che di certo sono la miglior ricompensa dopo tutta questa fatica! Dal Mare alla Vetta, un pรฒ come la metafora della vita, cโ€™รจ sempre un punto da cui partire per compiere grandi imprese, lo sanno bene gli atleti, che prima dellโ€™inizio compiono un rito molto particolare โ€“ bagnarsi le scarpe sul mare, un atto scaramantico da portare avanti negli anni.

Questo รจ il GTX: una sfida a te stesso, unโ€™opportunitร  per superare i tuoi limiti e immergerti nella bellezza incontaminata della natura.

Info e iscrizioni: www.grandetrekking.com

Attenzione! Ritiro pettorale e pacco gara a partire da Sabato 8 Giugno.

Al fine di accelerare le operazioni di partenza e di garantire un migliore servizio, invitiamo i partecipanti a presentarsi per il ritiro del pacco gara e pettorale preferibilmente il giorno Sabato 8 Giugno dalle ore 10,00 alle ore 19,00 presso Piazza Paradiso Marina di Carrara (รจ obbligatorio esibire la ricevuta di iscrizione. E’ inoltre possibile il ritiro per amici e conoscenti purchรฉ muniti di ricevuta nominativa degli stessi).

Per chi invece proviene da fuori zona oppure รจ impossibilitato nella giornata di Sabato, i pettorali e i pacchi gara saranno consegnati la mattina di DOMENICA 9 GIUGNO prima della partenza, dalle ore 6,00 alle ore 7,20 sempre in Piazza Paradiso Marina di Carrara.
SI RACCOMANDA MASSIMA PUNTUALITA’.

Il pettorale dovrร  essere portato ben visibile per tutta la durata della manifestazione. Qualora il partecipante non sia conforme con i requisiti richiesti dallโ€™organizzazione (calzature, abbigliamento, rifornimenti alimentari) il pettorale verrร  rimosso e di conseguenza verrร  invalidata la sua partecipazione alla manifestazione.

Indicazioni per raggiungere (PIAZZA PARADISO 54033 Carrara MS) dall’uscita Autostrada A12 Casello di Carrara:

  • Svolta a destra e prendi Viale Galileo Galilei
  • Prosegui dritto su PIAZZA PARADISO (2 semafori)
  • 1,8 Km (4 minuti)

https://goo.gl/maps/sHe25moYqWEZMHCv5


Esperienza indimenticabile con il Grande Trekking GT9 dal Mare alla Vetta!

9d87ae_4e79ee0a80f149b4805c1548bd253448mv2

Nella terra dei liguri apuani, antica popolazione autoctona che si battรฉ duramente per ben tredici anni contro i romani, si snodano i 35 chilometri del percorso della nona edizione del Grande Trekking. Nel progetto di questa grande manifestazione, che sta assumendo un carattere internazionale per il coinvolgimento di numerosi atleti provenienti anche da fuori confine, oltre alla dimensione prevalentemente sportiva, evidenziata dal famoso slogan โ€œsfida te stessoโ€, cโ€™รจ anche quello di promozione del territorio, sia sotto il profilo naturalistico che culturale, atteso che lโ€™itinerario proposto attraversa numerosi siti di interesse culturale-paesaggistico.

Un territorio che offre la possibilitร  di bagnarsi i piedi nelle acque del mar Tirreno, e di trovarsi, dopo solo poche ore di cammino, a calpestare le rocce sulla vetta del monte Sagro a 1753 m. di quota, dร  subito lโ€™idea delle sue enormi potenzialitร . Il Grande Trekking costituisce quindi un evento che difficilmente trova riscontro in altre area del territorio italiano, e non solo. Se poi a questo si aggiungono anche le bellezze paesaggistiche e culturali, allora siamo di fronte a qualcosa di eccezionalmente insolito, che non ha paragoni di confronto.

La partenza del Grande Trekking avviene a Marina di Carrara dai giardini della localitร  Paradiso, cosรฌ chiamata anticamente per la presenza delle dune di sabbia e di una estesa pineta in parte ancora visibile. Una volta partiti, ci si dirige lungo la strada che costeggia il cosiddetto โ€œMuraglioneโ€ il grande muro anticarro fatto costruire dalla Wehrmacht durante la seconda guerra mondiale, ancora perfettamente conservato per quasi tutta la sua lunghezza. Il muro anticarro, che costeggia il greto del Torrente Parmignola e segna il confine con la Liguria, fu uno degli innumerevoli dispositivi difensivi costituiti da ricoveri protetti, bunker, campi minati, trappole esplosive e torrette di carri interrate facenti parte della Linea Verde 2 ovvero la linea di demarcazione della profonditร  di estensione territoriale della Linea Gotica rispetto alla Linea Verde 1 (costituita 20 km piรน a sud ovvero sulla sponda del Fiume Versilia) che arrivava, snodandosi, fino alla foce del Fiume Magra.

zbseq53vUna volta raggiunta la sede della Statale 1 Aurelia, ci troviamo in localitร  Cavaiola, il cui nome deriva dalla villa posta ai piedi della collina di Monteverde.

Si inizia a salire verso le montagne passando dalla localitร  Fossone Alto, costituita da piccoli gruppi di case raccolti lungo i pendii del colle con vista sulla marina. Il mare non ci abbandona mai, le finestre con vista si aprono ogni qualvolta giriamo lโ€™angolo. Lโ€™azzurro del mare contrasta con il verde dei terreni coltivati della pianura, il Tino e la Palmaria galleggiano allโ€™orizzonte. Una stretta lingua di sabbia grigia รจ lรฌ, ad uso e consumo dei turisti.

5763154Risalendo la collina attraverso il percorso che ci porta al borgo di Fontia, lungo il cammino incontriamo una mulattiera che si presenta davanti a noi. Il sentiero in alcuni punti sale rapidamente, sulla nostra destra possiamo osservare le Alpi Apuane che svettano maestose formando una cornice veramente unica. I ruderi che incontriamo sono i cosiddetti Palazzetti: sono i resti di un casino di caccia costruito a fine settecento dalla famiglia Del Medico che raggiungevano dalla loro villa di campagna posta piรน in basso. Proseguendo nel cammino per Fontia, sopra una collina circondata da vitigni che producono il famoso vino di Moneta, si ergono i ruderi di quello che un tempo fu un fiero castello. Noto come borgo fortificato, il Castello di Moneta risale dalle prime registrazioni nel 1035 ma pare abbia origini piรน remote. Almeno tre cortine murarie difendevano la Rocca e il nucleo abitato, mentre nel punto piรน alto della collina si trova il cassero, ancor oggi ben conservato nella sua struttura perimetrale. Per la sua posizione panoramica e di guardiano sulla sottostante valle, lo potremo definire custode degli antichi segreti delle Apuane settentrionali. Le origini del castello di Moneta risalgono allโ€™alto medioevo, e il suo nome potrebbe derivare da โ€œArx Munitaโ€.

Sfumata la vista mare, il panorama si apre in tutta la sua imponenza, siamo di fronte a cose mai viste, ammirazione e sgomento sono le prime sensazioni che si provano a guardare i monumentali bacini estrattivi situati sopra la cittร  di Carrara. Ora non รจ piรน lโ€™azzurro del mare a dominare la scena, ma il bianco marmoreo dei ravaneti, un tempo faro per i marinai, e lโ€™escavazione praticata sui fianchi della montagna. รˆ su queste montagne che Michelangelo nel 1518 venne per estrarre i marmi per i suoi capolavori. Guardando ancora piรน lontano si stagliano verso il cielo le possenti vette delle Apuane, quasi a volerlo graffiare: il monte Sagro, la nostra meta, le vette del Maggiore, del Grondilice e della Tambura, ricordata da Dante nella Divina Commedia con il nome Tambernicchi, e a chiudere la nostra visuale il monte Sella e la Brugiana, modesta montagna di circa 1000 metri.

Proseguendo il cammino iniziano ad apparire le prime case di Fontia (330 mt. slm), e finalmente tutto il borgo appoggiato sui fianchi della collina dominato dalla mole del campanile della piccola chiesa del XIII secolo di San Nicolรฒ, con il suo storico altare policromo in marmi bianco e colorati e due artistiche statue, una di Santa Lucia protettrice del paese e lโ€™altra di S. Nicolรฒ a cui รจ dedicata la chiesa. Contiene altari e accessori del โ€˜700. Tra le peculiaritร  di Fontia citiamo le numerose maestร  marmoree affisse alle facciate delle abitazioni.
Il colle di Santa Lucia, che domina il borgo, รจ lโ€™ultima terrazza affacciata sul mare prima di scomparire alla vista. Da qui si possono infatti ammirare le Alpi Apuane, tutta la valle del Carrione sino a Marina di Carrara e dalla Marina di Pisa sino a tutto il golfo di La Spezia con Sarzana, Portovenere, lโ€™isola Palmaria, Tino e Tinetto, e lโ€™entroterra alle spalle di Sarzana con tutti i paesi sulle cime delle colline. ย Nelle giornate terse si puรฒ vedere lโ€™isola Gorgona e la punta nord della Corsica.

ortonovo19Sempre con vista sulle Apuane si arriva alla Foce di Ortonovo. Risalendo un piacevole stradello, un tempo utilizzato dagli abitanti come principale via di comunicazione, si arriva a Castelpoggio, antico borgo millenario situato in posizione panoramica domina la piana di Luni ed รจ circondato da boschi pascoli e terrazzamenti, tra castagni, corbezzoli, eriche e ginestre. Si trova sulla strada Carrara-Fosdinovo che costituisce il confine tra Toscana e la Liguria. ย La parte alta del paese รจ quella piรน antica e costituiva un borgo murato di cui poco รจ rimasto dove si trova la chiesa parrocchiale della Nativitร  di Santa Maria. Questโ€™antichissimo borgo, di cui esiste traccia storica sin dal X secolo, si sviluppava su un costone roccioso ed era difeso da un castello, oggi rimangono i resti di una torre cilindrica, di una cisterna e fondamenta con qualche muro tra alberi e sterpi. Castelpoggio, Castrumpodium in latino, era zona di confine tra Carrara e Sarzana e poi tra lo stato Modenese e quello Sardo mediante il torrente Parmignola che nasce nella zona. Da qui si snoda il sentiero per la Gabellaccia e per Campocecina. Il paese di Castelpoggio lega il proprio nome anche al marmo rosso che si estraeva nelle vicinanze del borgo e dove, ancora oggi, si possono notare nei pressi di una cava abbandonata alcuni blocchi riquadrati. Un tempo, a controllo di tutta questa vasta valle fu edificato, intorno allโ€™anno 1000, un importante castello con annesso un borgo murato, che prese il nome di Volpiglione. La fortificazione aveva principalmente scopi difensivi e di controllo di importanti mulattiere, che partendo dalla cittร  di Luni risalivano la Valle del Parmignola, mettendo in comunicazione le vallate del Carrione.

GabellacciaA regnare quasi incontrastato lโ€™ambiente montano รจ lโ€™albero del castagno, il cui frutto in tempi di carestia, causati da guerre e pestilenze, ha aiutato nella giร  povera alimentazione numerose famiglie. Salendo di quota troviamo il cerro e lโ€™albero di faggio. Siamo ormai in prossimitร  delle grotte della Gabellaccia, antico sito preistorico in cui dimorรฒ lโ€™uomo nel periodo eneolitico e nella successiva etร  del bronzo. I materiali ritrovati confermerebbero questa teoria. Poco sopra siamo in vista del Passo della Gabellaccia, o Dogana della Tecchia. Questo passo ebbe importante rilevanza almeno fino al 1847, come confine di stato tra il Granducato di Toscana e i territori estensi. A testimonianza del pagamento della gabella, ossia la tassa che veniva pagata da coloro che attraversavano i due stati, restano i ruderi del vecchio edificio in sasso. Il tracciato fu adibito principalmente al trasporto del sale da Livorno a Fivizzano e ancora oggi dagli anziani รจ chiamata via del sale, anche se vi erano trasportate altre merci. La mulattiera era molto transitata durante la pestilenza di Genova del 1656 e, per evitare la Liguria, dal Nord Italia e viceversa si percorreva la via del Sale.

09cddPercorrendo il sentiero che dalla Gabellaccia conduce verso Monzone possiamo riconoscere tra la vegetazione lโ€™imbocco di una galleria, รจ ciรฒ che rimane di uno degli ingressi delle miniere chiamate di โ€œScorticoโ€ – Canale dโ€™Arpa – dove veniva estratto il manganese, un minerale molto simile al ferro utilizzato nella produzione dellโ€™acciaio. Lโ€™imbocco della miniera รจ purtroppo ostruito da una frana, ma fino a pochi anni fa si poteva entrare per alcune decine di metri nella montagna, camminandoย sotto le caratteristiche impalcature in legno che sostenevano la volta della galleria. Le miniere furono abbandonate nel dopoguerra. Fino agli anni cinquanta erano ancora visibili i carrelli su rotaia utilizzati per il trasporto del minerale.

Arrivati alla localitร  Foce Pozzi, si rimane sicuramente colpiti dalle profonde spaccature simili ad enormi inghiottitoi, appunto chiamati pozzi, che penetrano nelle profonditร  della terra, formando un ambiente ipogeo ricco di cavitร  e gallerie, in cui il lento lavoro dellโ€™acqua ha creato un ambiente ideale per lo speleologo. Le Alpi Apuane rappresentano una delle aree carsiche piรน importanti dโ€™Italia; vi si contano quasi 1000 grotte. Tra le 50 grotte piรน profonde della penisola, 17 sono apuane, cosรฌ come tra le 50 piรน estese in lunghezza, 8 sono apuane. Il carsismo rappresenta uno dei processi geologici piรน conosciuti per la capacitร  di dare vita a forme e paesaggi spettacolari. La maggior parte dei fenomeni carsici รจ dovuta allโ€™azione delle acque dโ€™origine meteorica sulle rocce, principalmente di tipo carbonatico (calcari e dolomie). P4025887

L’Antro degli Orridi รจ una grotta che si sviluppa nel calcare cavernoso ad una quota di 1100 metri sul livello del mare.ย Incamminandosi lungo il sentiero dal CAI 183 dopo una ventina di minuti si arriva in prossimitร  dell’ingresso della grotta in un sistema di doline. Una di queste รจ l’ingresso veramente spettacolare della grotta. Spettacolare perchรฉ si tratta di erosione inversa, che scende per una ventina di metri in mezzo al calcare cavernoso e sulle cui pareti scintilla un muschio verdissimo. Proprio di fianco abbiamo una dolina “gemella” che sprofonda di parecchi metri ma ancora chiusa al fondo. Se uniamo queste doline con una linea, intercettiamo unโ€™altra grotta, il Buco Giallo che si apre nella valle parallela a questa a qualche centinaio di metri di distanza.

Siamo oramai in vista di Campocecina e dei suoi vasti prati semi pianeggiati, meta di numerosi turisti. A dare conforto allโ€™escursionista troviamo il rifugio C.A.I. Carrara, appoggiato sopra una terrazza con vista sulla marina, immerso in un ambiente dominato dal faggio di alto fusto. ย A dominare la scena รจ lโ€™imponente mole del monte Sagro, la montagna sacra venerata dallโ€™antico popolo delle statue stele. Castelpoggio20Lo scenario cambia nuovamente aspetto, il mare non ci abbandonerร  piรน fino a quando non sarร  raggiunta la vetta. Le isole in lontananza sembrano fluttuare cullate dalle onde, mentre la plumbea superficie del mare incontra lโ€™azzurro del cielo. Qui prende forma uno spettacolo irripetibile. Il mare, avvolgendo il cielo nel suo abbraccio, crea un orizzonte che al tramonto si trasforma in una lunga scia colorata, che assume tutte le tinte di rosa, vermiglio e cremisi incendiando le nuvole alte che ancora nascondono il sole. I profili delle montagne, che prima ci apparivano lontani, dalla vetta del monte Sagro sono lรฌ, imponenti e severe a dominare la scena con i loro pinnacoli aguzzi di cattedrale. In basso, incastonati sotto i precipizi del Pizzo dโ€™Uccello e del Grondilice, si affacciano i tetti del paese di Vinca. Qui lo scorrere del tempo รจ ancora scandito dalla lenta opera della natura, e lโ€™uomo รจ solo spettatore.

31648317_850879955103096_3751689229097238528_oSiamo finalmente in dirittura dโ€™arrivo: raggiunta Base Pianza (Foce Pianza) dopo lโ€™ascesa alla vetta del Monte Sagro si prosegue per strada bianca fino all’arrivo alla Rotonda di Campocecina dove termina il percorso della nona edizione del Grande Trekking. Sotto la Foce di Pianza si apre uno dei piรน grandi bacini minerari di escavazione del marmo, e sotto questi, la cittร  di Carrara con i suoi edifici storici: il Palazzo dellโ€™Accademia di Belle Arti, il Teatro Animosi, il Duomo, Piazza Alberica, Piazza dโ€™Armi.




Geologia

Non sono frequenti in Italia e in Europa i luoghi che possono vantare, come le Alpi Apuane, un patrimonio naturale cosรฌย straordinariamente ricco di paesaggi, di ambienti e di emergenze naturalistiche.ย Non sono soltanto la flora e la fauna, comunque abbondanti di specie endemiche, ma pure le rocce, i minerali, i fossili, le strutture tettoniche, le forme superficiali e profonde della Terra, a fornire elementi inconsueti, vari e diffusi di valore ambientale.

Le Alpi Apuane sono soprattutto un complesso orografico di grande suggestione scenica, la morfologia assai aspra, con valli profondamente incise ed un’enorme energia del rilievo. Queste montagne devono buona parte della loro notorietร  alla bellezza dei propri marmi e ai profondi abissi e alle grandi cavitร  del sottosuolo carsico.

Le Alpi Apuane rappresentano la piรน importante “finestra tettonica” della catena appenninica; per effetto dell’erosione, affiorano rocce a basso metamorfismo che nel loro insieme costituiscono il Complesso Metamorfico Apuano.

I Marmi

Il bacino marmifero apuano, unico al mondo per dimensioni e caratteristiche merceologiche, รจ una formazione ad andamento continuo con un’estensione di circa 10 per 20 Km ed uno spessore che in alcuni punti supera i 400 m. La sua presenza deriva dalla sedimentazione di cospicui depositi calcarei, in alcune zone particolarmente puri, sottoposti per milioni di anni alle forti pressioni e temperature determinate dalle sovrapposizioni di unitร  tettoniche. All’interno del bacino marmifero sono reperibili diverse varietร  di pietre da taglio, come lo statuario, il bardiglio, l’ordinario, il venato, l’arabescato, il cipollino, il fior di pesco ed altri meno noti ma non meno belli ed apprezzati.

EPSON DSC picture

Il Carsismo

Le Alpi Apuane rappresentano una delle aree carsiche piรน importanti d’Italia; vi si contano quasi 1000 grotte. Tra le 50 grotte piรน profonde della penisola, 17 sono apuane, cosรฌ come tra le 50 piรน estese in lunghezza, 8 sono apuane. Il carsismo rappresenta uno dei processi geologici piรน conosciuti per la capacitร  di dare vita a forme e paesaggi spettacolari. La maggior parte dei fenomeni carsici รจ dovuta all’azione delle acque d’origine meteorica sulle rocce, principalmente di tipo carbonatico (calcari e dolomie).

La Flora

Sui primi rilievi, esposti a mare, la copertura vegetale รจ di tipo mediterraneo: fino a 300 m circa di altitudine รจ presente la macchia mediterranea a sclerofille sempreverdi, composta oltre che dal leccio, dal mirto, dal terebinto e dalla fillirea; questa copertura vegetale in vaste zone รจ stata sostituita con oliveti; fino a 600 m circa di altitudine, si trova la pineta di pino marittimo.

flora-800

Procedendo verso lโ€™interno, con lโ€™aumento dellโ€™altitudine, si incontrano i querceto-carpineti ed i cerreto-carpineti, largamente sostituiti dallโ€™uomo con vasti castagneti; i querceto-carpineti sono diffusi in tutti i terreni calcarei soleggiati del versante tirrenico delle Apuane da una quota di 400 metri fino a 1400 metri circa. L’albero che domina รจ il carpino nero, accompagnato dalla roverella e dall’orniello.

Nelle zone del querceto-carpineto, sui roccioni e fra i detriti, sono frequenti alcune delle specie endemiche delle Apuane: la globularia, la santolina, lโ€™asteroide salicina flessuosa, la molchia, il cerastio apuano, il salice apuano ed altre.

I cerreto-carpineti sono diffusi per lo piรน nei terreni freschi, specialmente del versante lunigianese e garfagnino. Eโ€™ sempre presente il cerro insieme al carpino nero, al carpino bianco, ed al nocciolo.

Gran parte dei boschi caducifogli in passato รจ stata trasformata in castagneti cedui o da frutto: l’uomo ha piantato o favorito il castagno in tutti i terreni leggermente acidi adatti alla pianta per ricavare castagne e legname; รจ infatti largamente conosciuta lโ€™importanza che il castagno ha rivestito, soprattutto in passato, nella vita eย nellโ€™economia delle popolazioni apuane.

A maggiori altitudini si trovano le faggete, dominate dal faggio, con maggiore estensione nel versante settentrionale delle Apuane, da quota 800-900 m fino a 1600-1700 m.

La vegetazione che caratterizza la zone di altitudine presenta aspetti differenti sulle vette di natura calcarea rispetto a quelle di natura silicea; sulle parti piรน elevate delle vette costituite da rocce silicee vivono le brughiere di altitudine.
Si trovano per lo piรน nelle Apuane centro-settentrionali e sono costituite principalmente da due diverse specie di mirtillo.

Le aride vette calcaree, apparentemente prive di vegetazione, ospitano in realtร  numerose specie erbacee che vivono sulle pareti rocciose; si tratta per lo piรน erbe non graminoidi, cespugli ed arbusti, che determinano un tipo di vegetazione discontinua, chiamata vegetazione casmofila; questa rada copertura vegetale caratterizza largamente il paesaggio vegetale apuano dโ€™altitudine e si sviluppa sulle vette costituite da marmo.
In queste situazioni ambientali compaiono numerose specie endemiche, quali lโ€™atamanta e la silene lanuginosa.

La Fauna

Grazie alla tutela offerta dallโ€™area protetta, nel corso degli ultimi anni la fauna selvatica delle Apuane รจ sensibilmente aumentata nel numero e nella quantitร  delle specie presenti. Un segno tangibile di questa nuova fase รจ dato dal ritorno dellโ€™aquila reale che ora vi nidifica stabilmente. Tra i rapaci diurni sono inoltre presenti il falco pellegrino, il gheppio e la poiana mentre tra i notturni, il gufo, il barbagianni, la civetta e l’allocco sono le specie piรน diffuse.

GracchioCorallino

Tra i predatori opportunisti รจ presente il maestoso corvo imperiale e tra gli abitanti delle quote piรน elevate spiccano sia il gracchio alpino che il ben piรน raro gracchio corallino, dal caratteristico becco rosso, divenuto simbolo del Parco. Altre specie interessanti sono il sordone, il codirosso spazzacamino, la pernice rossa e altre ancora, come il torcicollo, il cuculo, il picchio muraiolo o la rondine montana, sono legate alle migrazioni stagionali. Assai numerosi sono i fringillidi e le cincie mentre il picchio verde e quello rosso maggiore risultano ben distribuiti nei boschi piรน maturi.

135

I mammiferi sono oggi rappresentati da alcune specie di pipistrelli, da roditori come il ghiro, lo scoiattolo e il moscardino, dalla lepre, dal capriolo e dal cinghiale, mentre tra i predatori, oltre alla volpe, si contano il lupo, la faina, la donnola, la puzzola, la martora e il piรน accomodante tasso che si accontenta anche di vegetali. Il robusto e agile muflone รจ invece una specie introdotta che tuttavia si รจ adattata a meraviglia all’mbiente apuano, tanto da essere osservato piuttosto comunemente. Tra le raritร  va segnalata lโ€™arvicola delle nevi, un piccolo roditore giunto in questi luoghi durante gli ultimi eventi glaciali.

Nei torrenti non mancano le trote e tra gli anfibi, oltre alla salamandra pezzata, sono particolarmente degni di nota sia il tritone alpestre apuano che la salamandrina dagli occhiali; altre raritร  sono rappresentate dal geotritone e da un insetto, la Nebria apuana, che risulta distribuito in una ristretta area geografica.


ยฉ 2019 del testo di Paolo Camaiora, Guglielmo Bogazzi & Andrea Maccari per GT9 il Grande Trekking

GT9 DAL MARE ALLA VETTA… ci siamooooo!

Iscrizioni a partire dal 1 MARZO 2024

Domenica 9 Giugno 2024: segnatevi questa data sul calendario perchรฉ torna l’evento piรน emozionante dell’anno e unico nel suo genere – con i suoi 35 km e 2300 metri D+ (intera) e 21 Km e 1500 metri D+ (mezza) ti lascerai alle spalle il mare per raggiungere, in breve tempo, la vetta del Monte Sagro (Alpi Apuane) a 1753 metri di altitudine e ammirare un panorama mozzafiato.
Questo รจ il GT9, questo รจ sfidare sรฉ stessi!

Il percorso in parte rinnovato permette di godere della vista sulle Apuane settentrionali a quelle meridionali, sulla costa fino a Livorno e il golfo della Spezia. Se la giornata lo consentirร , sarร  possibile apprezzare il profilo e le montagne della Corsica, le isole dellโ€™arcipelago Toscano (Capraia, Gorgona e Elba) e dalla vetta si potranno scorgere anche le vette innevate delle Alpi Marittime, lโ€™Argentera e il Monviso. Sarร  quindi una giornata allโ€™insegna dello sport e della promozione del territorio dove oltre duemila partecipanti potranno godere della bellezza paesaggistica di un territorio che offre la possibilitร  di bagnarsi i piedi nelle acque del mar Tirreno e di trovarsi, dopo solo poche ore di cammino, a calpestare le rocce sulla vetta del monte Sagro.

Insomma, il conto alla rovescia ora รจ davvero partito. Tutti pronti quindi a bagnare nuovamente le scarpe in riva al mare e salire fin sulla vetta, una grande occasione per condividere una giornata indimenticabile all’insegna dello sport, della condivisione e della passione.

Lโ€™evento ha il patrocinio di Regione Toscana, Comune di Carrara, Parco Regionale delle Alpi Apuane, Club Alpino Italiano sezione di Carrara, Fondazione CRC.

GT9. EMOZIONE UNICA.
Informazioni riguardanti il regolamento, punti di iscrizione e modalitร  sono consultabili sul sito ufficiale www.grandetrekking.com

ย 

Attenzione! Ritiro pettorale e pacco gara a partire da Sabato 3 Giugno.

Al fine di accelerare le operazioni di partenza e di garantire un migliore servizio, invitiamo i partecipanti a presentarsi per il ritiro del pacco gara e pettorale preferibilmente il giorno Sabato 03 Giugno dalle ore 10,00 alle ore 19,00 presso Piazza Paradiso Marina di Carrara (รจ obbligatorio esibire la ricevuta di iscrizione. E’ inoltre possibile il ritiro per amici e conoscenti purchรจ muniti di ricevuta nominativa degli stessi).

Per chi invece proviene da fuori zona oppure รจ impossibilitato nella giornata di Sabato, i pettorali e i pacchi gara saranno consegnati la mattina di DOMENICA 4 GIUGNO prima della partenza, dalle ore 6,00 alle ore 7,20 sempre in Piazza Paradiso Marina di Carrara. SI RACCOMANDA MASSIMA PUNTUALITA’.

Il pettorale dovrร  essere portato ben visibile per tutta la durata della manifestazione. Qualora il partecipante non sia conforme con i requisiti richiesti dallโ€™organizzazione (calzature, abbigliamento, rifornimenti alimentari) il pettorale verrร  rimosso e di conseguenza verrร  invalidata la sua partecipazione alla manifestazione.

Indicazioni per raggiungere (PIAZZA PARADISO 54033 Carrara MS) dall’uscita Autostrada A12 Casello di Carrara:

  • Svolta a destra e prendi Viale Galileo Galilei
  • Prosegui dritto su PIAZZA PARADISO (2 semafori)
  • 1,8 Km (4 minuti)

https://goo.gl/maps/sHe25moYqWEZMHCv5


INFORMAZIONI MOLTO IMPORTANTI

Equipaggiamento obbligatorio per la categoria Running

  • Scarpe da Trail Running
  • Telo termico
  • Fischietto
  • Giacca antivento
  • Riserva dโ€™acqua minimo 1 litro (sacca idrica o borracce per ripartire dai punti ristoro)
  • Riserva alimentare minimo 500 kcal
  • Sacchetto porta rifiuti
  • Documento dโ€™identitร  in corso di validitร 
  • Telefono cellulare
  • Nastrare borsa indumenti cambio con nome/cognome num. di telefono

Materiale raccomandato:

  • Pantalone 3/4
  • Cappello o bandana
  • Occhiali da sole
  • Crema solare
  • Bende elastiche per fasciature e qualche cerotto

Equipaggiamento obbligatorio per la categoria Trekking

  • Scarpe o scarponcini da trekking. In alternativa scarpe da ginnastica con suola ben scolpita tipo Vibramยฎ
  • Giacca impermeabile tipo K-Wayยฎ
  • Riserva dโ€™acqua minimo 1,5 lt.
  • Riserva alimentare in base alle proprie esigenze
  • Sacchetto porta rifiuti

Materiale raccomandato:

  • Pantalone lungo
  • Maglia di ricambio
  • Cappello o bandana
  • Occhiali da sole
  • Crema solare
  • Telefono cellulare

Il partecipante deve provvedere a portare con sรฉ una quantitร  di liquidi ed alimenti necessari per affrontare tutto il percorso e avere un equipaggiamento adeguato che gli permetta di affrontare problemi riscontrati o prevedibili (brutto tempo, fastidi fisici, ferite, colpi di calore).

La manifestazione si svolgerร  in ecosistemi naturali. I partecipanti dovranno tenere un comportamento rispettoso nei confronti dellโ€™ambiente, evitando di disperdere rifiuti, raccogliere fiori o molestare la fauna.

La manifestazione aderisce alla campagna โ€œPLASTIC FREEโ€.
Pertanto non saranno distribuiti bicchieri e bottiglie di plastica.
Ogni partecipante dovrร  avere con se un Bicchiere/Eco-tazza/Borraccia per bere ai ristori e al pasta party di fine evento.

Ogni atleta dovrร  accertarsi di disporre, alla partenza da ogni posto di rifornimento, della quantitร  dโ€™acqua minima prevista come materiale obbligatorio e che gli sarร  necessaria per arrivare al successivo punto ristoro.

trash_hi

La manifestazione aderisce alla campagna โ€œIO NON GETTO I MIEI RIFIUTIโ€ promossa da Spirito Trail e rivolta a tutti, partecipanti e organizzatori, per tutelare lโ€™ambiente e la natura.

Allโ€™arrivo ogni concorrente potrร  usufruire di un ristoro completo offerto con lโ€™iscrizione.

35 km di natura, borghi e storia del comprensorio carrarese, guida pratica al GT8!

9d87ae_4e79ee0a80f149b4805c1548bd253448mv2

Nella terra dei liguri apuani, antica popolazione autoctona che si battรฉ duramente per ben tredici anni contro i romani, si snodano i trentadue chilometri del percorso della sesta edizione del Grande Trekking. Nel progetto di questa grande manifestazione, che sta assumendo un carattere internazionale per il coinvolgimento di numerosi atleti provenienti anche da fuori confine, oltre alla dimensione prevalentemente sportiva, evidenziata dal famoso slogan โ€œsfida te stessoโ€, cโ€™รจ anche quello di promozione del territorio, sia sotto il profilo naturalistico che culturale, atteso che lโ€™itinerario proposto attraversa numerosi siti di interesse culturale-paesaggistico.

Un territorio che offre la possibilitร  di bagnarsi i piedi nelle acque del mar Tirreno, e di trovarsi, dopo solo poche ore di cammino, a calpestare le rocce sulla vetta del monte Sagro a 1753 m. di quota, dร  subito lโ€™idea delle sue enormi potenzialitร . Il Grande Trekking costituisce quindi un evento che difficilmente trova riscontro in altre area del territorio italiano, e non solo. Se poi a questo si aggiungono anche le bellezze paesaggistiche e culturali, allora siamo di fronte a qualcosa di eccezionalmente insolito, che non ha paragoni di confronto.

La partenza del Grande Trekking avviene a Marina di Carrara dai giardini della localitร  Paradiso, cosรฌ chiamata anticamente per la presenza delle dune di sabbia e di una estesa pineta in parte ancora visibile. Una volta partiti, ci si dirige lungo la strada che costeggia il cosiddetto โ€œMuraglioneโ€ il grande muro anticarro fatto costruire dalla Wehrmacht durante la seconda guerra mondiale, ancora perfettamente conservato per quasi tutta la sua lunghezza. Il muro anticarro, che costeggia il greto del Torrente Parmignola e segna il confine con la Liguria, fu uno degli innumerevoli dispositivi difensivi costituiti da ricoveri protetti, bunker, campi minati, trappole esplosive e torrette di carri interrate facenti parte della Linea Verde 2 ovvero la linea di demarcazione della profonditร  di estensione territoriale della Linea Gotica rispetto alla Linea Verde 1 (costituita 20 km piรน a sud ovvero sulla sponda del Fiume Versilia) che arrivava, snodandosi, fino alla foce del Fiume Magra.

zbseq53vUna volta raggiunta la sede della Statale 1 Aurelia, ci troviamo in localitร  Cavaiola, il cui nome deriva dalla villa posta ai piedi della collina di Monteverde.

Si inizia a salire verso le montagne passando dalla localitร  Fossone Alto, costituita da piccoli gruppi di case raccolti lungo i pendii del colle con vista sulla marina. Il mare non ci abbandona mai, le finestre con vista si aprono ogni qualvolta giriamo lโ€™angolo. Lโ€™azzurro del mare contrasta con il verde dei terreni coltivati della pianura, il Tino e la Palmaria galleggiano allโ€™orizzonte. Una stretta lingua di sabbia grigia รจ lรฌ, ad uso e consumo dei turisti.

5763154Risalendo la collina attraverso il percorso che ci porta al borgo di Fontia, lungo il cammino incontriamo una mulattiera che si presenta davanti a noi. Il sentiero in alcuni punti sale rapidamente, sulla nostra destra possiamo osservare le Alpi Apuane che svettano maestose formando una cornice veramente unica. I ruderi che incontriamo sono i cosiddetti Palazzetti: sono i resti di un casino di caccia costruito a fine settecento dalla famiglia Del Medico che raggiungevano dalla loro villa di campagna posta piรน in basso. Proseguendo nel cammino per Fontia, sopra una collina circondata da vitigni che producono il famoso vino di Moneta, si ergono i ruderi di quello che un tempo fu un fiero castello. Noto come borgo fortificato, il Castello di Moneta risale dalle prime registrazioni nel 1035 ma pare abbia origini piรน remote. Almeno tre cortine murarie difendevano la Rocca e il nucleo abitato, mentre nel punto piรน alto della collina si trova il cassero, ancor oggi ben conservato nella sua struttura perimetrale. Per la sua posizione panoramica e di guardiano sulla sottostante valle, lo potremo definire custode degli antichi segreti delle Apuane settentrionali. Le origini del castello di Moneta risalgono allโ€™alto medioevo, e il suo nome potrebbe derivare da โ€œArx Munitaโ€.

Sfumata la vista mare, il panorama si apre in tutta la sua imponenza, siamo di fronte a cose mai viste, ammirazione e sgomento sono le prime sensazioni che si provano a guardare i monumentali bacini estrattivi situati sopra la cittร  di Carrara. Ora non รจ piรน lโ€™azzurro del mare a dominare la scena, ma il bianco marmoreo dei ravaneti, un tempo faro per i marinai, e lโ€™escavazione praticata sui fianchi della montagna. รˆ su queste montagne che Michelangelo nel 1518 venne per estrarre i marmi per i suoi capolavori. Guardando ancora piรน lontano si stagliano verso il cielo le possenti vette delle Apuane, quasi a volerlo graffiare: il monte Sagro, la nostra meta, le vette del Maggiore, del Grondilice e della Tambura, ricordata da Dante nella Divina Commedia con il nome Tambernicchi, e a chiudere la nostra visuale il monte Sella e la Brugiana, modesta montagna di circa 1000 metri.

Proseguendo il cammino iniziano ad apparire le prime case di Fontia (330 mt. slm), e finalmente tutto il borgo appoggiato sui fianchi della collina dominato dalla mole del campanile della piccola chiesa del XIII secolo di San Nicolรฒ, con il suo storico altare policromo in marmi bianco e colorati e due artistiche statue, una di Santa Lucia protettrice del paese e lโ€™altra di S. Nicolรฒ a cui รจ dedicata la chiesa. Contiene altari e accessori del โ€˜700. Tra le peculiaritร  di Fontia citiamo le numerose maestร  marmoree affisse alle facciate delle abitazioni.
Il colle di Santa Lucia, che domina il borgo, รจ lโ€™ultima terrazza affacciata sul mare prima di scomparire alla vista. Da qui si possono infatti ammirare le Alpi Apuane, tutta la valle del Carrione sino a Marina di Carrara e dalla Marina di Pisa sino a tutto il golfo di La Spezia con Sarzana, Portovenere, lโ€™isola Palmaria, Tino e Tinetto, e lโ€™entroterra alle spalle di Sarzana con tutti i paesi sulle cime delle colline. ย Nelle giornate terse si puรฒ vedere lโ€™isola Gorgona e la punta nord della Corsica.

ortonovo19Sempre con vista sulle Apuane si arriva alla Foce di Ortonovo. Risalendo un piacevole stradello, un tempo utilizzato dagli abitanti come principale via di comunicazione, si arriva a Castelpoggio, antico borgo millenario situato in posizione panoramica domina la piana di Luni ed รจ circondato da boschi pascoli e terrazzamenti, tra castagni, corbezzoli, eriche e ginestre. Si trova sulla strada Carrara-Fosdinovo che costituisce il confine tra Toscana e la Liguria. ย La parte alta del paese รจ quella piรน antica e costituiva un borgo murato di cui poco รจ rimasto dove si trova la chiesa parrocchiale della Nativitร  di Santa Maria. Questโ€™antichissimo borgo, di cui esiste traccia storica sin dal X secolo, si sviluppava su un costone roccioso ed era difeso da un castello, oggi rimangono i resti di una torre cilindrica, di una cisterna e fondamenta con qualche muro tra alberi e sterpi. Castelpoggio, Castrumpodium in latino, era zona di confine tra Carrara e Sarzana e poi tra lo stato Modenese e quello Sardo mediante il torrente Parmignola che nasce nella zona. Da qui si snoda il sentiero per la Gabellaccia e per Campocecina. Il paese di Castelpoggio lega il proprio nome anche al marmo rosso che si estraeva nelle vicinanze del borgo e dove, ancora oggi, si possono notare nei pressi di una cava abbandonata alcuni blocchi riquadrati. Un tempo, a controllo di tutta questa vasta valle fu edificato, intorno allโ€™anno 1000, un importante castello con annesso un borgo murato, che prese il nome di Volpiglione. La fortificazione aveva principalmente scopi difensivi e di controllo di importanti mulattiere, che partendo dalla cittร  di Luni risalivano la Valle del Parmignola, mettendo in comunicazione le vallate del Carrione.

GabellacciaA regnare quasi incontrastato lโ€™ambiente montano รจ lโ€™albero del castagno, il cui frutto in tempi di carestia, causati da guerre e pestilenze, ha aiutato nella giร  povera alimentazione numerose famiglie. Salendo di quota troviamo il cerro e lโ€™albero di faggio. Siamo ormai in prossimitร  delle grotte della Gabellaccia, antico sito preistorico in cui dimorรฒ lโ€™uomo nel periodo eneolitico e nella successiva etร  del bronzo. I materiali ritrovati confermerebbero questa teoria. Poco sopra siamo in vista del Passo della Gabellaccia, o Dogana della Tecchia. Questo passo ebbe importante rilevanza almeno fino al 1847, come confine di stato tra il Granducato di Toscana e i territori estensi. A testimonianza del pagamento della gabella, ossia la tassa che veniva pagata da coloro che attraversavano i due stati, restano i ruderi del vecchio edificio in sasso. Il tracciato fu adibito principalmente al trasporto del sale da Livorno a Fivizzano e ancora oggi dagli anziani รจ chiamata via del sale, anche se vi erano trasportate altre merci. La mulattiera era molto transitata durante la pestilenza di Genova del 1656 e, per evitare la Liguria, dal Nord Italia e viceversa si percorreva la via del Sale.

09cddPercorrendo il sentiero che dalla Gabellaccia conduce verso Monzone possiamo riconoscere tra la vegetazione lโ€™imbocco di una galleria, รจ ciรฒ che rimane di uno degli ingressi delle miniere chiamate di โ€œScorticoโ€ – Canale dโ€™Arpa – dove veniva estratto il manganese, un minerale molto simile al ferro utilizzato nella produzione dellโ€™acciaio. Lโ€™imbocco della miniera รจ purtroppo ostruito da una frana, ma fino a pochi anni fa si poteva entrare per alcune decine di metri nella montagna, camminandoย sotto le caratteristiche impalcature in legno che sostenevano la volta della galleria. Le miniere furono abbandonate nel dopoguerra. Fino agli anni cinquanta erano ancora visibili i carrelli su rotaia utilizzati per il trasporto del minerale.

Arrivati alla localitร  Foce Pozzi, si rimane sicuramente colpiti dalle profonde spaccature simili ad enormi inghiottitoi, appunto chiamati pozzi, che penetrano nelle profonditร  della terra, formando un ambiente ipogeo ricco di cavitร  e gallerie, in cui il lento lavoro dellโ€™acqua ha creato un ambiente ideale per lo speleologo. Le Alpi Apuane rappresentano una delle aree carsiche piรน importanti dโ€™Italia; vi si contano quasi 1000 grotte. Tra le 50 grotte piรน profonde della penisola, 17 sono apuane, cosรฌ come tra le 50 piรน estese in lunghezza, 8 sono apuane. Il carsismo rappresenta uno dei processi geologici piรน conosciuti per la capacitร  di dare vita a forme e paesaggi spettacolari. La maggior parte dei fenomeni carsici รจ dovuta allโ€™azione delle acque dโ€™origine meteorica sulle rocce, principalmente di tipo carbonatico (calcari e dolomie). P4025887

L’Antro degli Orridi รจ una grotta che si sviluppa nel calcare cavernoso ad una quota di 1100 metri sul livello del mare.ย Incamminandosi lungo il sentiero dal CAI 183 dopo una ventina di minuti si arriva in prossimitร  dell’ingresso della grotta in un sistema di doline. Una di queste รจ l’ingresso veramente spettacolare della grotta. Spettacolare perchรฉ si tratta di erosione inversa, che scende per una ventina di metri in mezzo al calcare cavernoso e sulle cui pareti scintilla un muschio verdissimo. Proprio di fianco abbiamo una dolina “gemella” che sprofonda di parecchi metri ma ancora chiusa al fondo. Se uniamo queste doline con una linea, intercettiamo unโ€™altra grotta, il Buco Giallo che si apre nella valle parallela a questa a qualche centinaio di metri di distanza.

Siamo oramai in vista di Campocecina e dei suoi vasti prati semi pianeggiati, meta di numerosi turisti. A dare conforto allโ€™escursionista troviamo il rifugio C.A.I. Carrara, appoggiato sopra una terrazza con vista sulla marina, immerso in un ambiente dominato dal faggio di alto fusto. ย A dominare la scena รจ lโ€™imponente mole del monte Sagro, la montagna sacra venerata dallโ€™antico popolo delle statue stele. Castelpoggio20Lo scenario cambia nuovamente aspetto, il mare non ci abbandonerร  piรน fino a quando non sarร  raggiunta la vetta. Le isole in lontananza sembrano fluttuare cullate dalle onde, mentre la plumbea superficie del mare incontra lโ€™azzurro del cielo. Qui prende forma uno spettacolo irripetibile. Il mare, avvolgendo il cielo nel suo abbraccio, crea un orizzonte che al tramonto si trasforma in una lunga scia colorata, che assume tutte le tinte di rosa, vermiglio e cremisi incendiando le nuvole alte che ancora nascondono il sole. I profili delle montagne, che prima ci apparivano lontani, dalla vetta del monte Sagro sono lรฌ, imponenti e severe a dominare la scena con i loro pinnacoli aguzzi di cattedrale. In basso, incastonati sotto i precipizi del Pizzo dโ€™Uccello e del Grondilice, si affacciano i tetti del paese di Vinca. Qui lo scorrere del tempo รจ ancora scandito dalla lenta opera della natura, e lโ€™uomo รจ solo spettatore.

31648317_850879955103096_3751689229097238528_oSiamo finalmente in dirittura dโ€™arrivo: raggiunta Base Pianza (Foce Pianza) dopo lโ€™ascesa alla vetta del Monte Sagro si prosegue per strada bianca fino all’arrivo alla Rotonda di Campocecina dove termina il percorso dell’ottava edizione del Grande Trekking. Sotto la Foce di Pianza si apre uno dei piรน grandi bacini minerari di escavazione del marmo, e sotto questi, la cittร  di Carrara con i suoi edifici storici: il Palazzo dellโ€™Accademia di Belle Arti, il Teatro Animosi, il Duomo, Piazza Alberica, Piazza dโ€™Armi.




Geologia

Non sono frequenti in Italia e in Europa i luoghi che possono vantare, come le Alpi Apuane, un patrimonio naturale cosรฌย straordinariamente ricco di paesaggi, di ambienti e di emergenze naturalistiche.ย Non sono soltanto la flora e la fauna, comunque abbondanti di specie endemiche, ma pure le rocce, i minerali, i fossili, le strutture tettoniche, le forme superficiali e profonde della Terra, a fornire elementi inconsueti, vari e diffusi di valore ambientale.

Le Alpi Apuane sono soprattutto un complesso orografico di grande suggestione scenica, la morfologia assai aspra, con valli profondamente incise ed un’enorme energia del rilievo. Queste montagne devono buona parte della loro notorietร  alla bellezza dei propri marmi e ai profondi abissi e alle grandi cavitร  del sottosuolo carsico.

Le Alpi Apuane rappresentano la piรน importante “finestra tettonica” della catena appenninica; per effetto dell’erosione, affiorano rocce a basso metamorfismo che nel loro insieme costituiscono il Complesso Metamorfico Apuano.

I Marmi

Il bacino marmifero apuano, unico al mondo per dimensioni e caratteristiche merceologiche, รจ una formazione ad andamento continuo con un’estensione di circa 10 per 20 Km ed uno spessore che in alcuni punti supera i 400 m. La sua presenza deriva dalla sedimentazione di cospicui depositi calcarei, in alcune zone particolarmente puri, sottoposti per milioni di anni alle forti pressioni e temperature determinate dalle sovrapposizioni di unitร  tettoniche. All’interno del bacino marmifero sono reperibili diverse varietร  di pietre da taglio, come lo statuario, il bardiglio, l’ordinario, il venato, l’arabescato, il cipollino, il fior di pesco ed altri meno noti ma non meno belli ed apprezzati.

EPSON DSC picture

Il Carsismo

Le Alpi Apuane rappresentano una delle aree carsiche piรน importanti d’Italia; vi si contano quasi 1000 grotte. Tra le 50 grotte piรน profonde della penisola, 17 sono apuane, cosรฌ come tra le 50 piรน estese in lunghezza, 8 sono apuane. Il carsismo rappresenta uno dei processi geologici piรน conosciuti per la capacitร  di dare vita a forme e paesaggi spettacolari. La maggior parte dei fenomeni carsici รจ dovuta all’azione delle acque d’origine meteorica sulle rocce, principalmente di tipo carbonatico (calcari e dolomie).

La Flora

Sui primi rilievi, esposti a mare, la copertura vegetale รจ di tipo mediterraneo: fino a 300 m circa di altitudine รจ presente la macchia mediterranea a sclerofille sempreverdi, composta oltre che dal leccio, dal mirto, dal terebinto e dalla fillirea; questa copertura vegetale in vaste zone รจ stata sostituita con oliveti; fino a 600 m circa di altitudine, si trova la pineta di pino marittimo.

flora-800

Procedendo verso lโ€™interno, con lโ€™aumento dellโ€™altitudine, si incontrano i querceto-carpineti ed i cerreto-carpineti, largamente sostituiti dallโ€™uomo con vasti castagneti; i querceto-carpineti sono diffusi in tutti i terreni calcarei soleggiati del versante tirrenico delle Apuane da una quota di 400 metri fino a 1400 metri circa. L’albero che domina รจ il carpino nero, accompagnato dalla roverella e dall’orniello.

Nelle zone del querceto-carpineto, sui roccioni e fra i detriti, sono frequenti alcune delle specie endemiche delle Apuane: la globularia, la santolina, lโ€™asteroide salicina flessuosa, la molchia, il cerastio apuano, il salice apuano ed altre.

I cerreto-carpineti sono diffusi per lo piรน nei terreni freschi, specialmente del versante lunigianese e garfagnino. Eโ€™ sempre presente il cerro insieme al carpino nero, al carpino bianco, ed al nocciolo.

Gran parte dei boschi caducifogli in passato รจ stata trasformata in castagneti cedui o da frutto: l’uomo ha piantato o favorito il castagno in tutti i terreni leggermente acidi adatti alla pianta per ricavare castagne e legname; รจ infatti largamente conosciuta lโ€™importanza che il castagno ha rivestito, soprattutto in passato, nella vita eย nellโ€™economia delle popolazioni apuane.

A maggiori altitudini si trovano le faggete, dominate dal faggio, con maggiore estensione nel versante settentrionale delle Apuane, da quota 800-900 m fino a 1600-1700 m.

La vegetazione che caratterizza la zone di altitudine presenta aspetti differenti sulle vette di natura calcarea rispetto a quelle di natura silicea; sulle parti piรน elevate delle vette costituite da rocce silicee vivono le brughiere di altitudine.
Si trovano per lo piรน nelle Apuane centro-settentrionali e sono costituite principalmente da due diverse specie di mirtillo.

Le aride vette calcaree, apparentemente prive di vegetazione, ospitano in realtร  numerose specie erbacee che vivono sulle pareti rocciose; si tratta per lo piรน erbe non graminoidi, cespugli ed arbusti, che determinano un tipo di vegetazione discontinua, chiamata vegetazione casmofila; questa rada copertura vegetale caratterizza largamente il paesaggio vegetale apuano dโ€™altitudine e si sviluppa sulle vette costituite da marmo.
In queste situazioni ambientali compaiono numerose specie endemiche, quali lโ€™atamanta e la silene lanuginosa.

La Fauna

Grazie alla tutela offerta dallโ€™area protetta, nel corso degli ultimi anni la fauna selvatica delle Apuane รจ sensibilmente aumentata nel numero e nella quantitร  delle specie presenti. Un segno tangibile di questa nuova fase รจ dato dal ritorno dellโ€™aquila reale che ora vi nidifica stabilmente. Tra i rapaci diurni sono inoltre presenti il falco pellegrino, il gheppio e la poiana mentre tra i notturni, il gufo, il barbagianni, la civetta e l’allocco sono le specie piรน diffuse.

GracchioCorallino

Tra i predatori opportunisti รจ presente il maestoso corvo imperiale e tra gli abitanti delle quote piรน elevate spiccano sia il gracchio alpino che il ben piรน raro gracchio corallino, dal caratteristico becco rosso, divenuto simbolo del Parco. Altre specie interessanti sono il sordone, il codirosso spazzacamino, la pernice rossa e altre ancora, come il torcicollo, il cuculo, il picchio muraiolo o la rondine montana, sono legate alle migrazioni stagionali. Assai numerosi sono i fringillidi e le cincie mentre il picchio verde e quello rosso maggiore risultano ben distribuiti nei boschi piรน maturi.

135

I mammiferi sono oggi rappresentati da alcune specie di pipistrelli, da roditori come il ghiro, lo scoiattolo e il moscardino, dalla lepre, dal capriolo e dal cinghiale, mentre tra i predatori, oltre alla volpe, si contano il lupo, la faina, la donnola, la puzzola, la martora e il piรน accomodante tasso che si accontenta anche di vegetali. Il robusto e agile muflone รจ invece una specie introdotta che tuttavia si รจ adattata a meraviglia all’mbiente apuano, tanto da essere osservato piuttosto comunemente. Tra le raritร  va segnalata lโ€™arvicola delle nevi, un piccolo roditore giunto in questi luoghi durante gli ultimi eventi glaciali.

Nei torrenti non mancano le trote e tra gli anfibi, oltre alla salamandra pezzata, sono particolarmente degni di nota sia il tritone alpestre apuano che la salamandrina dagli occhiali; altre raritร  sono rappresentate dal geotritone e da un insetto, la Nebria apuana, che risulta distribuito in una ristretta area geografica.


ยฉ 2019 del testo di Paolo Camaiora, Guglielmo Bogazzi & Andrea Maccari per GT8 il Grande Trekking